lunedì 4 novembre 2019

SPIRITUALITA'


UNO SGUARDO SULLA MADONNA
Conosciamo i nomi dei genitori di Maria Santissima da un Vangelo apocrifo, il Protovangelo di Giacomo del secondo o terzo secolo. Secondo questo Vangelo i genitori di Maria si chiamavano Gioacchino ed Anna; inoltre, il luogo di nascita sarebbe Gerusalemme. Questa volta abbiamo una conferma indiretta lasciataci in alcuni scritti del quinto e settimo secolo con i quali veniamo informati che l’Imperatrice Eudossia ha eretto, in onore di Maria, una Basilica localizzata nei paraggi della piscina di Bethsaida a nord di Gerusalemme nel 400 circa. In oriente, la festa della Natività di Maria divenne sempre più importante; Andrea, Vescovo di Creta, nel  660 Le dedicò queste belle parole: “Questo giorno (della nascita di Maria) è il giorno in cui il Creatore dell’universo, ha costruito il Suo Tempio; oggi il giorno in cui, per un progetto stupendo, la Creatura diventa la dimora prescelta del Creatore.”
In occidente, tale festa fu introdotta nel settimo secolo. Sempre secondo il predetto Vangelo, Maria, all’età di tre anni, fu consegnata al Tempio ove visse fino ai 12 anni. Evidentemente quì fu formata alla conoscenza della Legge secondo l’ortodossia ebraica.
La festa della Presentazione al Tempio, fu introdotta nel nono secolo nei Monasteri orientali, ma fu solo nel 1585 con la Bolla “Intemeratae” di Papa Sisto V, che tale festa fu assimilata nel Calendario Liturgico e celebrata ogni anno il 21 novembre.
Nell’Annunciazione, l’Angelo Gabriele chiede a Maria di conformarsi al piano divino, concependo un Uomo con la collaborazione dello Spirito Santo.  Maria, istruita dagli studiosi del Tempio, conosceva certamente la Profezia di Isaia relativa a “Una Vergine concepirà e partorirà un Figlio che chiamerà Emmanuele.” (Is 7,14), ma non conoscendo il “come avverrà questo poiché non conosco uomo” (Lc 1,34), lo chiede all’Angelo il quale dà ulteriori spiegazioni, dopo le quali Maria risponde: “Ecco la schiava (Doùle) del Signore, avvenga di Me come Tu hai detto” (Lc 1,38) La traduzione esatta dal greco del termine doùle è infatti schiava e indica una condizione molto inferiore a quella di una serva, termine che non esisteva a quei tempi nei quali vigeva la condizione di schiavo o liberto. Lo schiavo doveva sottomettersi  incondizionatamente alla volontà del padrone.
Poiché lo Spirito Santo aveva ispirato a Maria la scelta della verginità, in vista del Mistero dell’Incarnazione, è ben fondato ritenere che abbia suscitato anche in Giuseppe, il proposito della verginità.
La comunione d’amore di Maria e Giuseppe, pur costituendo un caso specialissimo perché legato all’Incarnazione, è stato un vero matrimonio e quella di Giuseppe, anche escludendo la generazione fisica, fu a tutti gli effetti una  paternità reale, non apparente.
Come sappiamo, la proposta dell’Angelo è stata accolta eroicamente da Maria la quale conosceva bene i testi profetici relativi al Messia che sarebbe stato perseguitato, calunniato, schernito e trattato come un verme, infamia degli uomini e rifiuto del Suo popolo. In questi attimi di sospensione si inserisce il discorso di San Bernardo : “L’Angelo aspetta la risposta…Aspettiamo o Signora, una parola di compassione anche noi, noi oppressi miseramente da una sentenza di dannazione…Tutto il mondo è in attesa, prostrato alle  Tue ginocchia: dalla Tua bocca dipende la consolazione dei miseri, la redenzione dei prigionieri, la liberazione dei condannati, la Salvezza di tutti i figli di Adamo, di tutto il genere umano. Perché tardi? Perché temi ? Nella Tua umiltà prendi audacia, nella Tua verecondia prendi coraggio. Apri, Vergine beata, il cuore alla Fede, le labbra all’assenso, il grembo al Creatore”.
Dopo la partenza dell’Angelo che informava Maria della miracolosa gravidanza della cugina S.Elisabetta, si appresa a raggiungerla  ad Aim Karim distante 150 Km da Gerusalemme.
Dalla meravigliosa  preghiera del “Magnificat” si può dedurre che Maria era solita pregare con i Salmi e i cantici dei Profeti.
Poiché Giuseppe non chiede a Maria spiegazioni della Sua gravidanza, possiamo immaginare che ritenesse  questo un Mistero divino da accettarsi senza discutere. Maria, dal canto Suo, pur soffrendo per l’angoscia del Coniuge che meditava un suo allontanamento, non Gli svela il segreto della gravidanza perché l’Angelo non Le aveva detto di manifestare ad altri questo prodigio. Maria dunque, rispetta il silenzio di Dio e Giuseppe il silenzio di Maria, dando così, entrambi, un eroico esempio di totale abbandono alla volontà del Signore.
La nascita di Gesù
Gesù è nato a Betlemme di Giudea dove Giuseppe si era recato per il censimento voluto da Cesare Augusto. Giuseppe, infatti, discendeva da Davide (Mt 1,20)  il quale era nato a Betlemme (2 Samuele ,12) come aveva predetto il  Profeta Michea ove sarebbe nato il futuro Messia. (Mi 5,1 e Mt 2,6): “E tu, Betlemme di Efrata, così piccola  per essere tra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscirà Colui che deve essere il dominatore in Israele”.
I pastori furono i primi a ricevere l’annunzio della Buona Novella, pur essendo considerati dagli Scribi e dai Farisei una popolazione povera, sporca, che non osservava le norme igieniche allora in uso e la cui testimonianza non era valida nei tribunali. E’ stato invece riservato ai pastori, appunto perché poveri, emarginati e disprezzati, il privilegio di conoscere per primi la Buona Novella: “Oggi è nato per voi il Salvatore. “ (Lc 2,11) I poveri, quindi, sono più consapevoli, per la loro disagiata condizione di vita, di aver bisogno della Salvezza, cioè da ogni sorta di male e perché il disprezzo o l’indifferenza dei ricchi, li può portare a sperare e a credere soltanto nell’aiuto divino. Gesù stesso, nella Sinagoga di Nazareth, commentando il passo di Isaia da Lui stesso letto dice:”Lo Spirito del Signore è su di Me…e mi ha mandato ad annunciare il Vangelo ai poveri”. (Lc 4,18 e Mt 11,25).
Quando Giuseppe e Maria portarono Gesù al Tempio per offrirlo al Signore, secondo la Legge ebraica che prescriveva che ogni primogenito dovesse essere presentato al Tempio entro 40 giorni dalla nascita, il vecchio Sacerdote Simeone fa alcune profezie sul futuro, dicendo che questo Bambino è venuto “per la rovina e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione.”(Lc 2,34)
Gesù, infatti, “venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto. A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio. “(Gv 1,11-12) Gesù dunque, per gli uni è segno e sorgente di risurrezione e di salvezza, per gli altri che Lo rifiutano è “laccio e pietra di inciampo” (Is 8,14—Gv 3,18—Mt 13,57—Rm 9,32). Inoltre Simeone preannunzia  a Maria che una grande spada Le trafiggerà l’anima perché soffrirà moltissimo; Maria però non si turba perché, conoscendo le Sacre Scritture, sa bene quale destino attende il Messia. Maria dunque, sapendo che Suo Figlio Gesù sarebbe stato “l’uomo dei dolori” (Is 53,3) sapeva anche che era chiamata ad essere la “Madre Addolorata”.
Il re Erode che regnò in Palestina dal 714 al 750 dalla fondazione di Roma, quando scoprì dai Magi che era nato il Salvatore di Israele, tentò in tutti i modi di liberarsi del Rivale e concepì l’orrendo crimine di uccidere tutti  i maschi nati in quel periodo. Sono noti i comportamenti gelosi, malvagi e sanguinari di Erode. Basti ricordare che fece uccidere sua moglie, tre suoi figli, suo fratello e che anche, per soli sospetti, condannava a morte i suoi migliori amici come ben sappiamo dallo storico Giuseppe Flavio.
Per sfuggire alle mire assassine di Erode, un Angelo spinge Giuseppe a partire in tutta fretta alla volta dell’Egitto; questo viaggio, assai disagevole, durava almeno sette giorni e Maria compiva la volontà di Dio aderendo alla decisione di Giuseppe, senza conoscere le future conseguenze. Morto Erode, un Angelo apparve in sogno a Giuseppe e gli disse di tornare in Israele. Però Giuseppe, saputo che sul trono del padre regnava  Archelao, figlio di Erode, per sicurezza si trasferì a Nazareth, realizzando l’antica profezia che asseriva che il Messia si sarebbe chiamato Nazareno. (Mt 2,23)
Tra gli ebrei, quando un bambino raggiungeva il dodicesimo o il tredicesimo anno, diveniva “figlio della Legge”, pertanto doveva osservare i tre Precetti annuali: Pellegrinaggio a Gerusalemme per festeggiare la Pasqua (Passaggio) a ricordo del passaggio dalla schiavitù egizia verso la Terra promessa; la festa di Pentecoste (50 giorni dopo Pasqua) per ringraziare Dio delle primizie dei raccolti; la festa delle “Capanne” (sei mesi dopo Pasqua), per ringraziare Dio al termine del raccolto delle messi. (Es 23,17—Dt 16-17).
Gesù quindi, ligio alla Legge, quando ha 12 anni entra nel Tempio e legge un brano relativo alla profezia del Messia, dichiarandone la realizzazione in Lui.
A trenta anni, Gesù inizia la Sua Missione pubblica, lasciando la casa materna. Infatti scende da Nazareth verso la valle del Giordano ove si fa battezzare da Giovanni il Battista. Quindi si ritirerà nel deserto per 40 giorni per poi scegliere i Suoi Apostoli.
Poiché Maria si reca alle nozze di Cana senza Giuseppe, si suppone che egli fosse già morto. Questa morte prematura, ha privato Maria dell’unico sostegno umano sul quale avrebbe potuto contare nei giorni per Lei dolorosissimi della Passione e Morte di Gesù.
(Elaborazione da: “Maria Santissima”  di Marcello Morgante)
(Carlo)                                                                                                (1° Parte)

lunedì 28 ottobre 2019

SPIRITUALITA'


L’ APOSTOLATO  CON  MARIA  SANTISSIMA
L’Associazione della Legio Mariae è un’Associazione che, senza trascurare la preghiera, mette in atto varie forme di Apostolato attivo con la priorità dell’aiuto spirituale alle persone con le quali si viene in contatto.
Perché la fede cresca e si sviluppi, è necessaria una formazione spirituale che la Parrocchia di appartenenza, in genere, è in grado di offrire. Vivere la vita della Parrocchia, è servire il prossimo, è rendersi collaboratori dello Spirito Santo il quale non cessa mai di operare nei cuori di coloro che vorrebbero aprirsi alla Sua Grazia, ma, a volte, sono impediti a causa delle circostanze mondane o dalle frequenti  lontananze da Dio, ad aprire la loro anima, perché hanno il cuore inaridito.
Compito del Legionario di Maria è individuare l’ostacolo che impedisce la conversione, conversione di cui tutti, più o meno, necessitiamo e preparare i cuori, risolvendo gli eventuali dubbi o reticenze, affinché le armi del nemico antico, vengano rese vane.
Il Legionario non opera da solo, perché non otterrebbe alcun risultato, ma agisce dietro la spinta di Maria Santissima, partecipando con Lei al recupero di quest’anima che senza la nostra azione, potrebbe perdersi.
Il Legionario, quale credente e osservante della Legge di Dio, conosce bene la Sacra Scrittura la quale rende responsabile ogni credente della salute spirituale o meno, del fratello.(Ez 33,8-9)
L’essenza stessa di Maria, è essere Madre di ogni uomo, pertanto il Suo compito principale è portare a Gesù ogni anima affinché si salvi. In questa meravigliosa opera di Apostolato, Ella si serve dei Suoi devoti i quali hanno promesso solennemente di collaborare con Lei, ricevendo in cambio, uno speciale dono, un carisma che consente loro di percepire nel prossimo, un desiderio inespresso di redenzione.
Oggi voglio portare un esempio concreto dell’opera di Apostolato che un nostro Presidio, nelle vicinanze di Roma, ha svolto nello scorso anno.
Questi meritevoli Membri Attivi, visitano costantemente 13 degenti di una Casa di riposo, coinvolgendo nei loro colloqui, anche i familiari degli assistiti. Inoltre, i loro Ministri della Comunione, dopo una breve introduzione e preparazione, somministrano la Santa Comunione a chi lo desideri.
Visitando le famiglie nelle case, hanno conosciuto un ragazzo tetraplegico  col quale svolgono un’importante opera di sollievo spirituale, intrattenendosi  con lui ogni venerdì, mentre la madre ricorre a una ginnastica posturale, per resistere ai notevoli sforzi, dovuti al continuo sollevamento del figlio paralizzato. Il ragazzo è molto edificato dagli argomenti e dalle preghiere che ascolta con vivo interesse, sopportando meglio la sua infelice situazione. Aggiungo io, per mia personale esperienza, che questo ragazzo conta con ansia i giorni che lo separano dal nuovo incontro del venerdì, beneficiando di questo conforto, per tutta la settimana.
Le situazioni particolari sono molte, ma viene ricordata una signora vedova, quasi cieca e sorda, la quale vive insieme alla figlia portatrice della sindrome di Down. Questi Legionari si assicurano che l’assistenza pubblica non venga mai meno e spesso accompagnano la vecchia madre per delle visite specialistiche.
Un altro importante Apostolato è quello di partecipare a tutti i funerali che si svolgono nella Parrocchia incontrando, quando possibile, i congiunti, per offrire loro una condivisione e un conforto.
Questi Legionari partecipano anche a liete occasioni nelle quali si festeggiano gli ammalati parrocchiali, allestendo per loro un pasto o un rinfresco in occasione della festa in onore della Madonna di Lourdes.
A questo gruppo non sfugge la preghiera di intercessione per tutti i defunti delle Fosse Ardeatine, recitando insieme, il Santo Rosario.
“O  Regina e Madre mia, io sono tutto Tuo e tutto ciò che ho è Tuo”
(Carlo)

giovedì 25 luglio 2019

ATTUALITA'


LA  MATERNITA’-
Dio ha dotato la donna di un dono speciale: la maternità. Questa maternità è un concetto poco comprensibile per un uomo ed è poco compreso da molte donne che lo vivono più per istinto che per assimilazione. La maternità, per quanto un uomo possa comprendere, è uno stato mentale e fisico che trascende dalla donna spogliandola, volontariamente o meno, della sua stessa esistenza.
Una madre è tutta protesa verso il figlio, gli ha donato tutta sè stessa, lo ha costruito interamente con le cellule del proprio corpo e del proprio sangue. Per lui è disposta ad ogni sacrificio e lo ama più di sé stessa.
Senza saperlo, o rendendosi conto a stento, ha partecipato alla creazione di una creatura, collaborando con Dio: ha prodotto i “mattoni” permettendo a Dio di creare un altro essere umano. Per questo, la donna che partorisce, sente con chiarezza di essere stata uno strumento di vita nelle mani del Creatore e capisce di essere nata per adempiere questo incomparabile compito.
Origine della maternità spirituale di Maria Santissima
La maternità di Maria, valorizza ogni maternità umana perché Dio dimostra a quale altezza Egli abbia voluto elevare la maternità umana; ogni donna che diviene madre, riceve una dignità superiore poiché Dio stesso si è servito di una donna per elevarla a Madre di Dio. Ogni maternità, quindi, implica una collaborazione con Dio come ricorda la prima donna ,Eva, quando dice : “Ho acquistato un uomo dal Signore.” (Gn 4,1)
Ogni nascita umana richiede l’azione creatrice di Dio e una cooperazione dei genitori umani. La donna, collaborando con l’onnipotenza divina, riceve da essa la sua maternità la quale porta in sé la somiglianza della paternità divina. Infatti in Maria, la somiglianza con la paternità divina, raggiunge la sua forma più perfetta, poiché, divenendo Madre del Figlio di Dio, realizza la paternità del Padre. Il Volto della Madre è il riflesso del Volto del Padre. L’espressione “le viscere materne” che spesso si incontra nelle Sacre Scritture, esalta la tenerezza e l’indulgenza dell’Amore divino e rivela il comportamento di Dio che è sia paterno, sia materno. Dice S.Paolo in Ef 3,14-15 dichiarando che “piega le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni paternità nei cieli e sulla terra, prende nome.” Quindi ogni paternità, ma anche ogni maternità, derivano dalla paternità del Padre celeste.
Da ciò è possibile dedurre l’immensa portata di Maria, divenuta Madre di Dio in vista di divenire Madre di tutti gli uomini e questa maternità universale aveva come obiettivo di manifestare l’Amore universale del Padre. L’amore materno di Maria attira molti cristiani e non cristiani poiché viene evidenziata in esso la verità suprema di tutta l’opera del Salvatore che ha voluto espandere su tutta l’umanità il Suo Amore sovrano e gratuito, colmandola con i Suoi benefici. In ogni maternità consapevole, l’affetto che una donna dona ai suoi figli, è l’immagine più toccante dell’amore del Padre, per tutti coloro che sono Suoi figli in Cristo. Ogni maternità umana, quindi, è incaricata in questo senso, di una missione di rivelazione dell’Amore divino.
Maria è la sola donna che ha ricevuto una maternità universale che si estende a tutta l’opera di diffusione della grazia, e la stessa, in modo logicamente minore, è l’esempio perfetto della maternità particolare d’ordine spirituale, che viene offerta a tutte le donne che vogliano cooperare con Dio all’edificazione del Regno, alla formazione di un’umanità migliore, in ossequio alle parole di Gesù :” Chi compie la volontà di Dio, costui è Mio fratello, sorella e madre.” (Mc 3,35) A tutti coloro che fanno la volontà di Dio, la strada è aperta per una fecondità spirituale affine a quella di Maria.
Quando Gesù si rivolge alla Madre chiamandola “Donna” e questo avviene a Cana e sul Calvario, intende considerarla come la Madre del Figlio dell’Uomo, come Colei che coopera al mistero dell’Incarnazione redentrice e alla salvezza dell’umanità. Tutte le donne sono chiamate ad entrare in una maternità di grazia e a ottenere con la loro intercessione, le meraviglie divine, unendosi al sacrificio redentore, per una fecondità spirituale.

Creazione di una nuova maternità
Le parole: “Donna, ecco il Tuo figlio” conferiscono a Maria una maternità che caratterizzerà lo sviluppo della Chiesa; con l’Incarnazione, divenendo Madre di Dio, Ella si apriva sull’infinito, poiché questa Sua maternità assumeva una ampiezza senza limiti. Nel sacrificio del Calvario, Maria sapeva di cooperare con Cristo all’opera universale di salvezza, sapeva di dover soffrire per tutti gli uomini; Ella rinunciando a rinchiudersi nel proprio dolore, condivideva l’intenzione di Suo Figlio che si offriva quale Vittima.
Gesù stesso, invitando a  essere Madre di Giovanni, rappresentante di tutta l’umanità,dichiara Maria Cooperatrice nell’opera della salvezza. Ormai Maria ha un altro figlio e deve trasferire su di lui ( e sull’umanità) tutto il Suo affetto materno. Il Salvatore crea una situazione nuova, creando per Maria una maternità universale, impegnata nello sviluppo della Chiesa. Quelle parole pronunciate da Gesù sul Calvario, sono dotate di efficacia creatrice e in virtù di questo fatto, gli uomini sono innalzati alla dignità dei figli del Padre, in Cristo, procurando nel contempo a Maria, la maternità universale per  adottarli e procurare loro un pieno sviluppo della loro vita. Precedentemente, il saluto angelico, l’aveva chiamata “piena di Grazia” e questa pienezza di santità era l’anticipazione della nuova creazione che sarebbe stata attuata da Cristo e che lo Spirito Santo convalida con la Sua fecondazione rendendoLa  Madre di Cristo.
A motivo della partecipazione di Maria al sacrificio redentore, Maria è stata chiamata Madre dell’umanità. Lo Spirito Santo  La trasforma e La eleva, comunicandoLe una capacità materna che si estende a tutti gli uomini. In seguito, durante la Pentecoste, lo Spirito Santo, nel momento in cui formerà la Chiesa, darà a Maria la qualità di Madre universale, conferendoLe tutti i doni necessari a tale compito.
In qualità di Madre della Chiesa, Maria veglia sullo sviluppo della comunità cristiana. Ella incoraggia quanti donano le loro forze alla Chiesa. “Finché visse sulla terra, era animata dal desiderio più ardente di contribuire all’instaurazione del Regno del Suo Figlio, il Messia. Questo desiderio lo conserva attualmente, aiutando quelli che sono incaricati di un compito apostolico. Ella li spinge alla generosità, li stimola e mantiene vivo in tutti uno spirito missionario.”(J Galot)
Poiché Gesù ama ogni uomo, desiderando renderlo figlio del Padre, ne consegue che Maria, divenendo Madre di tutti gli uomini, è Madre anche di chi ancora non  è partecipe della filiazione divina adottiva; del resto Cristo è morto sacrificando la vita anche per loro. Nessun uomo, dunque, è estraneo alla maternità di Maria e Lei non lo abbandona mai. “Il cuore di una madre è estremamente sensibile al bisogno dei suoi figli e da questo punto di vista, il Cuore materno di Maria è l’immagine del Cuore di Dio, del Cuore del Padre il quale si commuove della miseria spirituale di quelli che restano lontani da Lui. Più sorprendente ancora del “cielo” promesso per lo stesso giorno al ladrone pentito, il perdono che Gesù implora per i Suoi nemici, scusandoli a motivo della loro ignoranza, ha determinato un orientamento fondamentale nella maternità accordata a Maria. Questa maternità non si arresterà mai davanti alla barriera dell’ostilità, non si lascerà paralizzare dalla persecuzione. Maria diventa Madre di tutti coloro che il Suo Figlio amava; è anche la Madre dei nemici di Cristo e offre il Suo Amore materno, anche a quelli che si oppongono al Suo Figlio e combattono il Suo Regno. Ella rivolge a questi nemici, un affetto particolare a motivo della loro situazione sciagurata e cerca di liberarli dalla loro soggezione al male. Ella agisce come Madre di tutti quelli che vivono sulla terra, qualunque siano le loro disposizioni intime.” (J.Galot)
Oggi è tanto necessario meditare su questi temi così combattuti  dalla cultura ostile che si è affermata non poco tra le persone più giovani e inesperte, le quali troppo spesso optano per l’interruzione della gravidanza e per una conduzione di vita completamente estranea alla loro originaria cultura cristiana.
(Carlo)


mercoledì 17 luglio 2019

SPIRITUALITA'


PERCHE’ SONO DEVOTO DELLA MADONNA
Dopo una infanzia triste e un’altrettanto triste giovinezza, durante gli studi liceali, la mia fede, non ancora consolidata, è stata ripetutamente colpita dagli strali di un professore scolastico, demolendola a poco a poco. Ero un ragazzo poco esperto di religione e alla fine ho ceduto, ritenendo le mie credenze religiose, semplici favole.
Da quel momento la mia  qualità di vita ha peggiorato notevolmente ed è cresciuta l’insofferenza ed una smodata sete di esperienze, basate più sulla mia valutazione che su quella di Dio.
Vivevo male e niente mi soddisfaceva poiché mi mancava la pace dell’anima, quella pace che solo dopo la mia conversione sono riuscito a trovare. Da sempre la mia curiosità mi spingeva a leggere di tutto perché avevo sete di sapere il più possibile nei più svariati campi umani. Poiché le mie capacità finanziarie erano molto limitate, ricorrevo ai mercatini e alle bancherelle che vendevano i libri usati a buon prezzo. Un giorno, rovistando tra i libri di una di queste bancherelle, sono stato attirato da un titolo per me inconsueto.
Si trattava della “Vera devozione a Maria Santissima” di uno sconosciuto Autore, S.Luigi Maria di Montfort.
Poiché mi interessava il tema mariano, del quale conoscevo molto poco, ma che era spesso discusso in giro, l’ho acquistato e letto. Dietro una pagina ho visto stampato un indirizzo relativo ad un centro mariano.
Curioso di saperne di più, sono andato a questo indirizzo: Mi ha aperto la porta un frate con una barba imponente il quale, saputo del mio interesse, mi ha subito invitato ad una riunione che si sarebbe tenuta lì il giorno dopo e nella quale si sarebbe parlato del tema che mi interessava. Puntualmente ho partecipato a quella riunione che ritenevo informativa, ma che in realtà aveva una connotazione di preghiera.
Senza saperlo, ho partecipato ad una riunione della Legione di Maria che traeva ispirazione proprio dal Montfort per trasformare la propria vita e renderla appagante e felice.
Fino ad allora la Madonna, la Madre di Dio e degli uomini, non era per me se non la Madre di Gesù  e io non conoscevo affatto la Sua funzione materna. Lei ha avuto pietà della mia miseria ed è entrata nella mia vita dandomi quell’ossigeno che mi mancava e che era costituito dal Figlio Suo.
Frequentando questo gruppo e partecipando insieme a loro ai vari tipi di apostolato, ho avuto tante e varie esperienze che mi hanno fatto condividere con le persone incontrate, le tante loro sofferenze e gli sforzi per confortarle. Nel tempo ho potuto sperimentare il continuo aiuto di questa Santa Madre celeste, la cui provvidenza e amore non ha uguali. Mia moglie, scorgendo in me un uomo mai conosciuto fino allora e temendo in una mia “sbandata” spirituale, che avrebbe potuto allontanarmi dalla famiglia, ha combattuto come poteva, affinché tornassi ad essere il marito premuroso di prima. Temeva , infatti, che questo nuovo fortissimo interesse, potesse degenerare in fanatismo e costituire per lei un tradimento degli impegni matrimoniali. In quei giorni si parlava molto di un certo Fratel Gino, il quale era stigmatizzato e passava per un Santo a motivo di una forte carica spirituale e capace di emanare dalle mani ferite, un intenso profumo di rose. Saputo del gran seguito avuto, tanto da aver potuto costruire una grande Chiesa a S.Vittorino in onore della Madonna, decisi di andare insieme a mia moglie, a consultarlo per conoscere il volere di Dio. Dopo una notevole fila tutti e due, separatamente, abbiamo avuto con lui un colloquio. Nel mio caso, il responso è stato piuttosto ambiguo e mi è sembrato che mia moglie avesse ragione nel ritenerla “una sbandata”.
Tornato allora nel mio gruppo, ho annunciato loro che mi sarei dimesso perché evidentemente avevo sbagliato strada. Tutti si sono meravigliati, ma non hanno potuto nulla circa la mia decisione.
Subito dopo, per un lungo mese di separazione, ho provato un’amarezza e un disorientamento terribili con una sofferenza spirituale acutissima. Sono diventato cupo e arrabbiato e, potrei dire, fuori di me. Sentivo in me un peso che mi schiacciava e nulla poteva alleviare questa condizione, finché, dopo tante riflessioni, parlandone con mia moglie, ho deciso di tornare nel mio gruppo.  Ricordo perfettamente che nel medesimo istante della mia decisione, ho provato una sensazione di liberazione da quel peso insostenibile ed ho potuto respirare un’aria serena. Dio, per mezzo di Maria, aveva vinto la mia ostinazione e mi aveva rivelato la Sua volontà. La mia conversione cominciò da quel momento perché il miracolo ricevuto mi ha reso forte e determinato. La Misericordia di Dio mi ha dato la consapevolezza e la certezza che la mia vita aveva preso la direzione giusta. Negli anni che seguirono, mia moglie si convinse che i suoi timori erano infondati e che io, con la mia risposta positiva all’invito della Madonna, avevo conservato e valorizzato il nostro matrimonio. Le grazie ricevute in questo lungo periodo di 46 anni, sono state tante ed eccezionali. Ne ricordo tante e molte delle quali ottenute in brevissimo tempo e inequivocabili. Ho sempre avuto, anche tutt’ora, la precisa sensazione della protezione della Madonna che mi salva da tantissimi pericoli, sia fisici, sia spirituali. Sento di avere una Fede inattaccabile il cui merito non è da ascriversi alla mia personalità, ma alla convinzione profonda che solo Lei può inculcare. Quando mia madre è stata operata di tumore al pancreas proprio nel giorno di Pasqua, ho pregato e sofferto a lungo nella Chiesa dell’Ospedale e la mia preghiera non ha avuto subito un esito apparente, ma poi ho ottenuto per lei, certamente, una morte dolce e senza altre sofferenze, concludendosi con la Comunione dei malati.
A quel punto, mi ritenevo totalmente orfano. A soli quattro anni e mezzo avevo perso il padre, medaglia d’oro al valor militare, ed ora anche la madre. Un’ispirazione mi spinse a chiedere a Maria di divenire mia Madre; è stato come un fulmine a ciel sereno. Nei giorni che seguirono, la Sua Presenza era costante e tutto ciò che chiedevo, in poco tempo mi veniva concesso. La mia serenità era al settimo cielo e il mio animo era tranquillo, affidandomi completamente a Lei e al Suo Amore. Quando la situazione sembrava priva di uscite, Le dicevo: Madre mia, pensaci Tu. E Lei veramente pensava a tutto! Quante situazioni complesse e umanamente inestricabili, Lei portava a compimento! Mi  dicevo: la prova dell’Amore di Maria per i propri figli conferma continuamente la veridicità di ciò che si crede. Non può essere un’ illusione, come tanti vorrebbero credere, ma se si è onesti con sé stessi e con Dio, non è possibile negare l’origine soprannaturale della Fede. Questo dono incommensurabile ci è dato come premio per aver creduto senza aver visto. Tutte le grazie ricevute, sono come tante pietruzze di un mosaico che mostra nel suo insieme il disegno divino. Nei periodi di aridità esse costituiscono per me una forte conferma del mio credere e anche se, come è avvenuto di recente, si trascorre un periodo “di deserto”ove ci sembra mancare il conforto divino, tuttavia so che fuori della mia sfera umana, la presenza di Maria non manca mai. La Misericordia di Dio ci lascia vivere questi difficili e penosi periodi per il nostro bene e per i Suoi imperscrutabili disegni.
(Carlo)

lunedì 17 giugno 2019

ATTUALITA'

“Non giudicate affinché non siate giudicati “          (Mt 7,1)
Questo comandamento di nostro Signore, è rivolto esclusivamente al giudizio di condanna verso il nostro prossimo, ma non si può estendere in ogni direzione come molti ipotizzano.
Il buon cristiano deve astenersi dal giudicare il comportamento del nostro prossimo, condannandolo, perché noi non siamo mai in grado di farlo, sia per i nostri limiti, sia per la nostra imperfetta conoscenza dell’individuo che stiamo frequentando. Nessuno, tranne il Creatore, è in grado di scandagliare l’animo umano e giudicare in perfetta buona fede. Il nostro io è sempre presente nel nostro giudizio e condiziona pesantemente le nostre conclusioni. Per questo, Gesù, meravigliosamente saggio, ci proibisce  di voler togliere la pagliuzza dall’occhio del vicino ( in definitiva,condannandolo), prima di aver tolto la trave presente nel nostro. Non è difficile interpretare la trave come il grande ostacolo della nostra personalità.
Ma, estendere questa proibizione alle continue scelte che il cristiano giornalmente deve fare, e quindi al continuo giudizio esercitato, è certamente paralizzante ed erroneo.
Ad ogni tentazione che mi si presenta, devo opporre il filtro del mio giudizio, per stabilire, secondo i dettami di Cristo, se sia o meno in linea con questi principi evangelici. Quindi, mille volte al giorno sono sollecitato a giudicare, perché la tentazione è instancabile e tale deve essere il mio comportamento.
Dice Gesù: “Se il fratello tuo ha peccato contro di te, và e ammoniscilo tra te e lui solo…”(Mt 18,15-20).
E’ implicito, quindi, che il giudizio è stato esercitato, dal momento che la vittima chiede spiegazioni, “ammonendo” il peccatore. L’ammonizione, quindi, presuppone il giudizio di colpevolezza, colpevolezza che, in caso di resistenza dell’oppositore, viene portata davanti agli anziani al fine di ricevere giustizia.
Male fanno tutti coloro che, strumentalizzando il consiglio evangelico, insistentemente impediscono al cattolico ignorante, di mettere in atto le ispirazioni dello Spirito Santo e impediscono l’adesione entusiasta del credente, lasciandolo in una oscura nube di colpevole indecisione.
(Carlo)

SPIRITUALITA'


PREGHIERA  ALLA  MADONNA-
Madonna mia dolcissima
Madonna addolorata
In questi mesi quanto Ti ho invocata!

Mentre io Ti prego con amore,
capisco che Tu senti il mio dolore.
Questo dolore, come una spada,
mi trafigge il cuore.

Tu l’hai provato
o Madre Addolorata,
ascolta questa madre disperata.

La Tua preghiera, insieme con la mia,
offriamole al Signore come dono,
così verso di me sarà più buono.

Solo attraverso Te o Vergine Maria,
Gesù potrà ascoltare
questa supplica mia.

Tersilia D.T.


domenica 2 giugno 2019

SPIRITUALITA'


IL  SANTO  ROSARIO-
Il Rosario consta di due orazioni: quella mentale e quella vocale. La prima consiste nella meditazione dei principali Misteri della Vita, della Passione e della Gloria di Gesù Cristo e della Sua Santissima Madre.
La preghiera vocale consiste nella recita di quindici decine (Rosario completo) di Ave Maria, precedute da un Padre nostro. Vengono considerati cinque misteri, rispettivamente  Gaudiosi, Dolorosi, Gloriosi. S.Giovanni Paolo II ne ha aggiunto un altro chiamato Mistero della Luce.
Questa speciale preghiera ha per scopo di onorare e di imitare i Misteri e le Virtù di Gesù e di Maria.
-Itinerario storico-
Alla fine dell’XI secolo, si passò dalla recita dei 150 Salmi a quella di 150 Padre nostro. Con l’avvento del XII secolo, il Rosario viene modificato recitando solo 150 Ave Maria, ma limitatamente alla prima parte.
S.Domenico (1170-1221) si adoperò con grande zelo alla diffusione del Rosario, specialmente dopo l’apparizione della Vergine che ebbe luogo nella Cappella ove egli era solito preparare la sua omelia ; egli, infatti, preparava i suoi famosi discorsi dopo la recita del Rosario, poiché desiderava incidere negli animi degli ascoltatori. La Vergine, dunque, pur apprezzando l’omelia che S.Domenico aveva preparato, gli offrì un testo migliore che lui accettò ben volentieri.
Dopo tale esperienza, il Beato Alano della Rupe, anche lui domenicano e innamorato del Rosario, scrisse che tutti i Predicatori fanno recitare, all’inizio dell’omelia, un’Ave Maria per assicurarsi il divino favore.
La stessa Vergine aveva spiegato a S.Domenico, che non ci si doveva meravigliare se gli oratori non riuscivano nel loro scopo, perché essi lavoravano un terreno non ancora irrigato dalla pioggia. Diceva Maria: “Sappiate che quando Dio volle rinnovare il mondo, mandò prima la pioggia del Saluto Angelico; in tal modo e non altrimenti, il mondo fu riformato. Nelle vostre prediche, esortate dunque a recitare il Mio Rosario; sarà allora che otterrete molte conversioni.”
Solo nel 1483 apparve nei documenti, l’Ave Maria completa anche della seconda parte e il Gloria entrò nella recita del Rosario, solo all’inizio del XVII secolo.
Domenico di Prussia, certosino di Treviri (+ 1461) mise in atto una variazione, secondo la quale, subito dopo il nome di Gesù che segnava la fine della salutazione angelica, aggiunse 50 clausole che richiamavano il Vangelo; le parole di lode a Maria convergevano nel Cristo, contemplato nei Suoi Misteri ed  egli lo chiamò Rosario Mariano.” Con l’approvazione ufficiale di S.Pio V (1659), Maria non è più solo un capolavoro di grazia e di virtù, da imitare e contemplare per trovare il Signore, ma è la grande Avvocata delle grazie salvifiche”. (De Fiores)
Significato del Rosario
Il Rosario dunque, ha per scopo:
-onorare le tre Persone della Santissima Trinità
-onorare la Vita, la Morte e la Gloria di Gesù Cristo
-imitare la Chiesa Trionfante
-modellarsi sulle tre parti, quella che riguarda la vita purgativa, quella illuminante e quella unitiva
-colmarci di Grazie in questa vita, di pace in morte e di Gloria nell’eternità
Si dice che il nome “Rosario” sia tratto dalle rose che vengono poste in capo a Gesù e a Maria, quando vengono recitate le Ave Maria. Questa simbolica corona di rose veniva offerta alla Madonna ad imitazione del vassallo che offriva un mazzo di fiori alla sua sovrana.  Alfonso Rodriguez recitava il Rosario con tale ardore, e spesso uscivano dalla sua bocca, ad ogni Padre nostro, una rosa vermiglia e ad ogni Ave, una rosa bianca.
Il Beato Alano della Rupe, fu visitato spesso dalla Santa Vergine, allo scopo di istruirlo circa i mezzi per assicurare la salvezza delle anime. Nelle tentazioni e orribili persecuzioni, mossegli dai demoni che lo riducevano in grande tristezza prossima alla disperazione, la Santa Vergine lo consolava, dissipando con la Sua soave Presenza, tutte quelle nubi e quelle tenebre che lo opprimevano. Fu Lei, che gli insegnò il metodo per recitare il Rosario e lo istruì intorno all’eccellenza e ai frutti del medesimo.
Circa il Rosario,si raccontano molti fatti miracolosi avvenuti nelle epoche passate, ma spesso l’orgoglio dei dubbiosi induce a negare molti di questi fatti, anche se accertati, col pretesto che non li si leggono nella Sacra Scrittura. Ma è questo il tranello teso da satana in cui sono caduti gli eretici, negatori della Tradizione e in cui, senza accorgersene, cadono pure i critici dei nostri giorni, negando fede a ciò che non comprendono, o che loro non torna conto, senz’altro motivo per comportarsi in questo modo, all’infuori dell’orgoglio e della sufficienza del loro proprio spirito.
(fonte: S.De Fiores e S.Luigi M. di Montfort)
(Carlo)