giovedì 11 febbraio 2021

SPIRITUALITA'

 

IL  RUOLO  DELLO  SPIRITO  SANTO

Ho sempre sostenuto che il Cristianesimo sia una Religione meravigliosa e certamente divina, la cui profondità non è facile a esplorare, perché, senza l’intervento dello Spirito Santo, ogni nostro sforzo è vano. Questa è certamente la prova della sua origine divina. Mi fanno sorridere quei miscredenti, illusi e superficiali, i quali affermano che l’uomo abbia creato un Dio per la propria tranquillità e per sentirsi protetti. Che miseria! Eppure tra questi illusi vi è pure qualche intelletto filosofico stimato per la sua intellettualità!

Invece, è certo che non è l’uomo a cercare Dio, ma Dio, che per primo si volge all’uomo affinché possa conoscerLo, amarLo e servirLo.

Dopo la caduta di Adamo ed Eva, Dio si è manifestato ad Abramo, chiedendogli come prova di fiducia totale, l’obbedienza ad un comando di trasferimento di tutta la sua famiglia-tribù verso una terra di popoli ostili, quello dei Cananei, ma promettendogli assistenza e una grande discendenza. Come si sa, Abramo ebbe fiducia e seguì i comandi di Dio.(Gn 12) I segni si susseguono ai segni e Abramo è certo della protezione del Signore: “Egli credette al Signore che glielo accreditò come giustizia. E gli disse:-Io sono il Signore che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso questo Paese.”-(Gn 15,6-7)

L’animo di Abramo era pronto a credere all’attuazione dei piani di Dio il quale intendeva formarsi un popolo santo, il popolo eletto, l’unico che rifiutasse l’idolatria delle popolazioni confinanti. Da lì comincia la storia di Israele, l’origine della nostra Santa Religione che, attraverso i secoli, ha approdato a Gesù, unico scopo della nostra vita interiore.

La terza Persona della Santissima Trinità, lo Spirito Santo, ha il compito di convincere gli uomini di buona volontà, ossia i ben disposti a ricevere la Grazia, a fare un cammino interiore che li porterà a conoscere la Verità che è Gesù Cristo.

Il concetto centrale del Cristianesimo è certamente quello di ritenersi dei peccatori bisognosi di perdono. Tutti coloro che si ritengono ,a torto, giusti, necessariamente non possono accedere al perdono di Dio perché non ne sentono la necessità; sono quindi fuori della Redenzione. Questo gravissimo peccato di orgoglio, lo stesso che ha commesso satana, non permette l’azione dello Spirito perché esclude del tutto la Passione di Gesù e la conseguente Redenzione. E’ una sottile forma di ateismo che porta inevitabilmente alla morte eterna. Gesù stesso stigmatizza questo comportamento asserendo che tutti i peccati verranno perdonati ma non quelli contro lo Spirito Santo. Quante volte abbiamo ascoltato persone che si ritengono giuste perché non hanno né ucciso né rubato e non tengono in alcun conto la miriade di mancanze nei riguardi dei comandi del Signore, sovvertendo con la propria, la volontà di Dio ?  Come già detto, lo Spirito Santo prepara i cuori affinché possano accettare e osservare le giuste leggi del Signore e questo  Gli è così gradito, da ritenere chi le osserva,Suo fratello, sorella e madre.(Mt 12,50)

Dice Gesù:”Se mi amate osserverete i miei comandamenti. Io pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Consolatore (Paraclito) perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di Verità che il mondo non può ricevere perché non Lo vede e non Lo conosce.”

(Gv 14,15-17) Sappiamo che il mondo rappresenta l’antagonista di Dio, ossia tutti coloro che appartengono al demonio. Ribadisce Gesù:”Chi accoglie i Miei comandamenti e li osserva, questi Mi ama. Chi Mi ama sarà amato dal Padre Mio e anch’Io lo amerò e Mi manifesterò a lui.” (Gv 14,20-21)

Quindi, per comprendere la Verità è necessaria l’azione dello Spirito Santo, senza la quale nessuno può accedervi. Gesù continua a insegnare agli Apostoli:”Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel Mio Nome, Egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò ch Io vi ho detto.” (Gv 14,25-26)

(Carlo)

giovedì 21 gennaio 2021

SPIRITUALITA'

 

BENEDIZIONE  E  MALEDIZIONE

In questo periodo di Covid viene da pensare quanto si è perso, rispetto al passato recente, quando i benefici che Dio concedeva al Suo popolo credente, erano considerati come dovuti e facenti parte di una vita normale. Le difficoltà, il male, le sofferenze non sono mai mancate, come è regola della condizione umana ferita dal peccato originale, ma non avevamo ancora sperimentato questo stato di abbandono che sembra accompagnare il corso di questo nuovo periodo epidemico. Le notizie quotidiane sul numero altissimo delle morti che vengono continuamente segnalate, lasciano tutti noi in una costernazione impotente. Il livello di vivibilità dei mesi passati, si è abbassato molto velocemente e a tutti noi mancano le interazioni che caratterizzano i rapporti umani privati improvvisamente di ogni necessario contatto sociale. Tutti soffrono di questo subitaneo isolamento dalle Autorità ritenuto necessario e limitato nel tempo, ma in realtà prolungato per varie ragioni non sempre chiare.

L’uomo continua a confidare nelle proprie forze, facendo a meno di Dio e della Sua opera, illudendosi di vincere la battaglia e non considerando, almeno per ora, che questo triste momento di sofferenza, sia dovuto al  cattivo comportamento dei credenti (unito alla Gerarchia), nei riguardi di Dio e delle Sue leggi.

Il primo peccato dell’uomo è stato il rifiuto di Dio e del Suo Amore, per seguire i propri istinti e le proprie tendenze cattive, trascurando i precetti che il nostro Creatore aveva cercato di inculcare nell’animo del SUO popolo. L’uomo di oggi commette il più grave peccato agli occhi di Dio che è quello di disobbedienza o, come si preferisce oggi chiamarlo, di trasgressione!

Dio, per Sua stessa definizione, è un Dio geloso, il quale non ammette di essere considerato in secondo piano: “Io sono il Signore tuo Dio; non avrai altri dei all’infuori di Me.” (Es 20,2-3) e invece noi ci rivolgiamo continuamente a idoli creati dalle nostre voglie: denaro, sesso, potere politico etc.

Dio ci impone di non uccidere e noi stabiliamo per legge l’uccisione dei neonati con la pratica dell’aborto, addirittura considerato un diritto. Dio stabilisce il matrimonio elevandolo a Sacramento e istituendo la famiglia e noi, con le nostre leggi, distruggiamo l’uno e l’altra. In cantiere vi sono altre leggi inique, come l’eutanasia e il gender che, una volta approvate, contribuiranno a distruggere le nostre tradizioni e il nostro sentire religioso. La nostra civiltà, faticosamente creata nei secoli, si imbarbarirà tornando ad essere “homo omini lupus”. Solo la Grazia e la Misericordia divine, avranno ragione di questo quadro sinistro, perché interverranno per salvare l’umanità decaduta, ma a prezzo di lacrime e sangue. Dio provvederà a suscitare i Santi i quali faranno risalire la china. Dice Gesù:”…senza di Me non potete far nulla.” (Gv 15,5).

Quando il popolo segue la Legge del Signore, le benedizioni scendono copiose (Dt 28,1-14), ma quando il popolo di Dio trasgredirà i Suoi Comandamenti, la maledizione prima o poi arriverà.

Dal Deuteronomio 28,15-45 :”Ma se non obbedirai alla voce del Signore tuo Dio, se non cercherai di eseguire tutti i Suoi comandi e tutte le Sue leggi che oggi Io ti prescrivo, verranno su di te e ti raggiungeranno tutte queste maledizioni:  sarai maledetto nella città e maledetto nella campagna.

Maledette saranno la tua cesta e la tua madia. Maledetto sarà il frutto del tuo seno e il frutto del tuo suolo; maledetti i parti delle tue vacche e i nati delle tue pecore. Maledetto sarai quando entri e maledetto quando esci. Il Signore lancerà contro di te la maledizione, la costernazione e la minaccia in ogni lavoro a cui metterai mano, finché tu sia distrutto e perisca rapidamente a causa delle tue azioni malvage  per averMi  abbandonato.  Il Signore ti farà attaccare la peste, finché essa non ti abbia eliminato dal paese di cui stai per entrare a prendere possesso. Il Signore ti colpirà con la consunzione, con la febbre, con l’infiammazione, con l’arsura, con la siccità, il carbonchio e la ruggine che ti perseguiteranno finché tu non sia perito. Il cielo sarà di rame, sopra il tuo capo e la terra sotto di te, sarà di ferro. Il Signore darà come pioggia al tuo paese, sabbia e polvere che scenderanno dal cielo su di te, finché tu sia distrutto.

Il Signore ti farà sconfiggere dai tuoi nemici: per una sola via andrai contro di loro e per sette vie fuggirai davanti a loro: diventerai oggetto di orrore per tutti i regni della terra. Il tuo cadavere, diventerà pasto di tutti gli uccelli del cielo e delle bestie selvatiche e nessuno li scaccerà. Il Signore ti colpirà con le ulcere d’Egitto, con bubboni, scabbia e prurigine da cui non potrai guarire. Il Signore ti colpirà di delirio, di cecità e di pazzia, così che andrai brancolando in pieno giorno, come il cieco brancola nel buio.

Non riuscirai nelle tue imprese, sarai ogni giorno oppresso e spogliato e nessuno ti aiuterà….

I tuoi figli e le tue figlie, saranno consegnati a un popolo straniero, mentre i tuoi occhi vedranno e languiranno di pianto per loro, ogni giorno, ma niente potrà fare la tua mano.

Un popolo che tu non conosci, mangerà il frutto della tua terra e di tutta la tua fatica; sarai oppresso e schiacciato ogni giorno: diventerai pazzo per ciò che i tuoi occhi dovranno vedere.

Il Signore deporterà te e il Re che ti sarai costituito, in una nazione che né tu né i padri tuoi, avete conosciuto: là servirai dèi stranieri, dèi di legno e di pietra; diventerai oggetto di stupore, di motteggio e di scherno per tutti i popoli fra i quali il Signore ti avrà condotto.

Porterai molta semente al campo e raccoglierai poco perché la locusta la divorerà. Pianterai vigne e le coltiverai, ma non berrai vino né coglierai uva, perché il verme le roderà….Genererai figli e figlie, ma non saranno tuoi perché andranno in prigionia. Tutti i tuoi alberi e il frutto del tuo suolo, saranno preda di un esercito d’insetti. Il forestiero che sarà in mezzo a te, si innalzerà sempre più sopra di te e tu scenderai sempre più in basso…

Tutte queste maledizioni verranno su di te, ti perseguiteranno e ti raggiungeranno, finché tu sia distrutto, perché non avrai obbedito alla voce del Signore tuo Dio, osservando i comandi e le leggi che Egli ti ha dato.”

Tutto questo costituisce un quadro orribile e minaccioso ma è anche l’altra faccia  di Dio  che è la Sua Giustizia . Grande è la Sua Misericordia dimostrando tutto il Suo Amore per noi “quando eravamo peccatori” (S.Paolo) sacrificando Suo Figlio affinché fossimo salvi, ma non dobbiamo svilire la Sua Maestà, abolendo l’aspetto della Sua Giustizia. Del resto queste due componenti divine racchiudono il grande mistero annunciato nel Salmo 85: “Misericordia e Verità s’incontreranno, Giustizia e Pace si baceranno.” (Sal 85,11).

Benedizione di Don Gabriele Amorth :

“Che il Signore Gesù sia sempre con te.

Cammini davanti a te per guidarti,

stia dietro di te per proteggerti,

dimori dentro di te per custodirti,

sia sopra di te per illuminarti.

Amen”

(Carlo)               

martedì 5 gennaio 2021

SPIRITUALITA'

 

IL  FASCINO  DISCRETO  DEL  PRESEPE

Il primo Presepe è nato a Greccio (Rieti) nel 1223 per opera di S.Francesco che ha concepito questa sacra rappresentazione come una meditazione sul mistero della nascita di Gesù.

Lungi da essere solo una rappresentazione di un evento storico, il Presepe è, agli occhi del credente, una manifestazione visiva dell’Amore di Cristo il quale giunge a noi e per noi per iniziare il grande avvenimento della Buona Novella. Rappresenta quindi, un vero e proprio atto di fede e come tale va vissuto.

Per questo non esiste uno sviluppo moderno della scena che è necessario conservarla come fu in origine, poiché il fatto storico è sublimato dal suo profondo significato. Tutti noi credenti conosciamo la scena fondamentale della nascita di Gesù  ma, quanti di noi meditano sul messaggio che il Presepe lancia nella mente e nel cuore dello spettatore?

Dio, nella Sua infinita felicità, si è piegato sul dolore del mondo, incarnandosi in un Uomo nato da Donna ed è vissuto in questo mondo di dolore, come uno di noi, privo di ogni, pur modesto, conforto umano.

E così, nasce in povertà, nel più assoluto silenzio, rotto a tratti dal belare delle pecore del vicino stallo e ignorato del tutto dal chiasso del caravanserraglio strapieno dai molti avventori giunti lì per la registrazione legale. Tutti costoro erano ignari della nascita del Re che avrebbe trasformato il mondo. Solo i pastori, uomini relegati nell’ultima categoria sociale che stanno vegliando sull’unica loro ricchezza costituita dal bestiame, ricevono il messaggio degli Angeli i quali invitano ad adorare il Bambino adagiato in una mangiatoia. I pastori, paria di una società basata sulla ricchezza materiale, sono i primi a recepire il messaggio d’amore di Gesù. Essi sono persone ignoranti, ma privi delle sovrastrutture che da sempre l’uomo ha creato per tranquillizzare la propria esistenza e per questa mancanza, essi sono i più adatti ad apprezzare il linguaggio della povertà creatrice che il Bambino suggerisce loro. Nonostante la privazione, una felicità serena raggiunge i loro cuori e li spinge ad adorare quel meraviglioso Bambino, aderendo all’invito degli Angeli che Lo annunciano come Salvatore. I pastori abituati a una dura vita, sono i privilegiati che per primi, prescindendo dalle apparenze, hanno assaporato le gioie che lo Spirito Santo ha trasmesso loro. Questi pastori sono i poveri i quali riescono maggiormente a scorgere la presenza di Dio in mezzo a noi. Lo stupore che ha animato i cuori dei pastori deve essere anche nostro, se vogliamo penetrare il messaggio evangelico; i pastori, infatti, hanno offerto il loro stupore e per questo hanno ricevuto il dono di una grande gioia.  Gesù è immerso in un silenzio eloquente che dona a chiunque Lo riconosca, una grande pace e una pienezza che solo Lui può dare. La Madonna, Collaboratrice di tanta bellezza, medita nel Suo cuore tutto ciò che accade e S.Giuseppe vive con Lei il grande mistero del Natale. La scena del Presepe è circonfusa di amore: il Bambino irradia il Suo Amore che i genitori ricambiano e questa dolce atmosfera prescinde dalla presente povertà, assorbita tutta da questa consolante realtà.

Inoltre, le statuine dei vari artigiani, fabbri, falegnami etc, sono rappresentazioni di tutto ciò che evidenzia la santità quotidiana, la gioia di fare in modo straordinario le cose di tutti i giorni, coscienti che la vita va vissuta in modo soprannaturale, considerando che non siamo soli, ma che la Salvezza è alla nostra portata: amare Gesù, nostro Salvatore.

Don Filippo Ramondino: “Gesù, posto nella mangiatoia (Praesepium) dove c’è il cibo per gli animali, richiama profeticamente all’Eucaristia.” Dobbiamo nutrirci di Cristo, “allora anche il nostro cuore, spesso povero come una stalla, abitato da Cristo, diventa una reggia luminosa, diventa una sorgente generosa di pace per noi e per gli altri”

(Carlo)

lunedì 30 novembre 2020

ATTUALITA'

 

LA  MASCHERA  E  IL  VOLTO

In questo strano, inconsueto, momento storico, il disagio delle persone che vivono l’insicurezza dovuta al coronavirus, è acuito dalla sofferenza che isola ogni individuo, l’uno dall’altro. Le relazioni interpersonali hanno subito uno stop improvviso e ogni prossimo, appare un nemico potenziale. Moltissimi hanno rinunciato alla frequenza, nonché all’ascolto dell’altro.

Inoltre, il pressoché totale uso delle mascherine impedisce la visione della mimica facciale, tanto utile per consentire uno scambio tra la parola e il suo contenuto; infatti i segnali che formavano un tutt’uno con l’oratore, sono nascosti. L’espressività dei volti rimane invisibile ed è poco gratificante parlare con un volto indecifrabile che, in definitiva, rimane in sospetto. Siamo abituati ad interpretare i movimenti facciali, più o meno volontari quando parliamo con l’interlocutore ed ora ci manca questo metro tanto utile per la socializzazione; tutte le persone sembrano tanti manichini anonimi; a volte facciamo fatica a riconoscere i nostri amici!

Questa chiusura ha e avrà ancora tante amare conseguenze, colpendo ognuno di noi, aumentando la durezza del cuore e l’insofferenza verso i problemi del vicino.

Esploderà l’egoismo in nome della sopravvivenza e l’uomo regredirà agli istinti primordiali. Chi insegnerà più la generosità e l’esempio altruistico? Chi vorrà battersi per la felicità dell’altro?

Questo virus porta con sé la distruzione di tutto il tessuto umano che a fatica è stato diffuso dal Cristianesimo!

Unica medicina a tanto sfacelo, sarà il martirio, perché solo questo sacrificio riuscirà a vincere il rischio e la paura della morte.

Il politico, per bassi motivi utilitaristici, ha utilizzato questo flagello, perpetuandone gli effetti nocivi, al fine di schiavizzare e paralizzare la popolazione, incapace e impossibilitata a reagire. L’uomo della strada non può avere accesso ai dati reali di questa pandemia, ma è costretto a scegliere tra l’asserito rischio di contagio oppure un salto nel buio.

Tutto il gruppo di medici, ligio ai dettami dei loro superiori, contribuisce totalmente all’esaltazione del rischio, nascondendo volontariamente l’entità della pandemia, pilotando la curva dei morti e delle guarigioni, per evitare che alcuni si sottraggano al giogo parossistico; il governo ha diffuso l’idea che chi non obbedisce agli ordini, nuoce al prossimo volenteroso, perché con il suo comportamento, agevola la diffusione del virus. Come comportarsi, quindi?

L’unica forza possibile e imprescindibile, è quella religiosa. Noi cattolici, senza alcun merito, abbiamo avuto il dono della vera fede e per questo dobbiamo ringraziare, in ogni momento, la bontà di un Dio che con il Suo Sacrificio ha vinto la morte, aprendoci la porta dell’eternità paradisiaca.

Fino ad oggi, molti hanno indossato una maschera che ha consentito loro di barcamenarsi tra verità e finzione, tra agnosticismo e falsa sequela di Cristo. E così, si sono comportati dicendo sì con le parole, ma no con il cuore.

Quanti autoproclamati credenti e praticanti hanno aderito volentieri a leggi e insegnamenti contrari allo spirito religioso che i nemici di Cristo hanno apparecchiato loro, attirandoli con false promesse di felicità?

Quanti cosiddetti cattolici, si sono opposti alla promulgazione di leggi che distruggono la famiglia e il matrimonio religioso come il divorzio, o quelle che sono volte all’uccisione di bambini nel grembo delle madri, come l’aborto?

Quanti, cosiddetti cattolici, hanno protestato contro la definizione che tali leggi accordino il diritto di distruggere famiglie e neonati?

E così, molti matrimoni vengono sistematicamente  sciolti e, conseguentemente molti bambini soffrono la separazione dai genitori. La reazione di questi ultimi è tragica: figli contro genitori e genitori contro i figli. La madre ha perso la sua funzione protettrice e il padre ha perso la sua supremazia che gli consentiva di governare la famiglia.

Questa situazione tragica, è sotto gli occhi di tutti ed è divenuta una consuetudine, molto ben accettata, che non fa più notizia anche se sono state divelte le basi che Dio ha prescritto per il nostro bene. Presa questa china deleteria, l’avanzamento e le pretese diaboliche non si contano più ed è in atto una totale ribellione alle leggi divine che sole possono avere una validità permanente. Senza rispetto per i comandamenti di Dio, c’è solo lo scatenamento della furia diabolica che ha portato e porterà ancora, all’infelicità totale se non si tornerà indietro.

Siamo un gregge senza Pastori, sbandato e confuso; non ci resta che rifiutare il più possibile, il nuovo corso storico e combattere per conservare il grande dono della fede. A tutti i costi!

Leggevo quanto detto dal fondatore dell’ONU (e dell’OMS) Brock Chisholm nel 1946:

“Per un governo mondiale è necessario rimuovere dalla mente degli uomini l’individualismo, la fedeltà alle tradizioni, il patriottismo e i dogmi religiosi”

Ecco il programma di tanti nemici di Cristo!          (segue)

(Carlo)

venerdì 20 novembre 2020

ATTUALITA'

 LA  COLPA  E  IL  CASTIGO

Sono in Chiesa, in ginocchio davanti al Santissimo. Dopo la consueta invocazione alla Madonna perché presenti la mia anima a Gesù, mi rivolgo a Lui dichiarando il mio amore. Sento che in quel momento Maria si fa in disparte, per consentire al mio cuore di espandersi completamente verso di Lui. Mi viene in mente la promessa della Vergine a Padre Gobbi fondatore del Movimento Sacerdotale Mariano: “Ti farò amare grandemente Gesù!”

La mia anima è aperta all’adorazione; dico a Gesù: Ti amo, sei il mio unico bene, Ti amo con tutto me stesso. Perdona i miei peccati che Ti hanno fatto soffrire così tanto, in croce. Sto vivendo un periodo di penitenza, tutto mi sembra oscuro e la vita di ieri è stata stravolta da un giorno all’altro. Tutti, intorno a me, stanno subendo questa atmosfera negativa, così inconsueta rispetto al passato recente. Anche i Pastori hanno perso la testa e remano in senso contrario. Più si sale in alto nella Gerarchia e più si constata una terribile defezione verso la nostra Santa Religione. Moltissimi di questi Pastori non sono più capaci di infondere speranza; le loro parole sono, per lo più, di circostanza, non vengono da un cuore contrito e illuminato dallo Spirito Santo, sono parole vuote della Grazia di Dio. Se non hanno perso la fede, sono vicinissimi al disastro! Al di fuori di un contatto diretto con Gesù Sacramentato, non riceviamo più una parola di speranza da questi Pastori sbandati, i quali ostinatamente non vogliono rendersi conto di questa forte crisi che li ha monopolizzati e resi sterili dalla loro stessa miscredenza.

Noi tutti siamo privi dell’amore trasmesso da Dio ai Suoi collaboratori; la trasmissione sembra interrotta: Dio non si serve più dei Suoi Ministri per comunicarci la Grazia e noi rimaniamo privi della loro mediazione.

Gesù, certo, non ci abbandona, ma per noi è più difficile avvicinarci al nostro Creatore. La confusione che regna nella Chiesa di oggi è tale da non poter più godere dell’impetrazione dei fedeli Sacerdoti, custodi della Verità.

Ecco allora farsi più indispensabile l’azione di Maria, nostra Avvocata e buona Madre, ma la venerazione della Vergine è ai suoi minimi storici. Molti, troppi, quasi La ignorano e non ricorrono a Lei perché viene spinto grandemente il concetto che la salvezza da questo periodo virulento possa avvenire solo dalle scienze umane, trascurando proprio l’unica strada che potrebbe condurre alla cessazione dell’epidemia: Gesù Cristo. La Chiesa stessa è decisa a negare che questo male derivi da un castigo divino permesso da Dio perché l’umanità trasgressiva ritrovi la spiritualità cristiana. Ogni peccato compiuto reclama la riparazione e il pentimento, ma, se il popolo non si sente colpevole, di quale pentimento parlare? Fin dalle origini, il Cristianesimo ha affermato che gli uomini siano peccatori e quindi abbiano necessità di una Redenzione, di una Salvezza. La potenza di Dio può tutto, anche far scomparire il male, ma, nella Sua immensa sapienza, ha preferito permettere al demonio, principe del male, di esistere e tentare l’uomo il quale, dotato del libero arbitrio, grande dono celeste, possa esercitarlo in tutte e due le direzioni. “Egli ti ha posto davanti il fuoco e l’acqua; là dove vuoi, stenderai la tua mano.” (Sir 15,16)

Preferendo la trasgressione ai comandi del Creatore, l’uomo ne sopporterà le conseguenze e finché non si ravvederà, chiedendo perdono e abbandonando le vie di perdizione, dovrà molto soffrire, perché non è possibile ingannare Dio che tutto vede e tutto sa.

Il demonio è inerme senza il consenso dell’uomo; è solo l’uomo che gli permette di agire e sviluppare quel male che poi viene diffuso su tutti. Il male è diffusivo quanto il bene! Per togliere potenza al demonio, è necessario tornare a Dio, sciegliere il bene e non farsi ingannare dall’apparente debolezza umana, quasi fosse il destino a decidere per noi!

Una grande parte dell’umanità ha indebolito la sua volontà a causa della rinuncia alla lotta, perché il benessere che Dio le ha concesso, l’ha resa facile preda delle comodità, scivolando sempre più nella via larga e spaziosa del peccato, preparata con abilità diabolica, dal nostro eterno nemico.

(Carlo)

 

lunedì 26 ottobre 2020

SPIRITUALITA'

 

IL  VANGELO  CAMBIA  LA  VITA

Vi sono parole di Gesù che, se accolte, hanno il potere di cambiare la vita di ognuno di noi. Queste parole dettate dallo Spirito Santo si trovano sparse qua e là nella Sacra Scrittura e contengono tutta la forza della volontà divina; una forza che riempie la mente e il cuore di colui che ha deciso di abbandonarsi alla Sapienza di Dio, nostro buon Padre:

--“Se uno Mi ama, osserverà la Mia Parola e il Padre Mio lo amerà e Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.”(Gv 14,23)

--“Chi accoglie i Miei comandamenti e li osserva, questi Mi ama. Chi Mi ama sarà amato dal Padre Mio e anch’Io lo amerò e mi manifesterò a lui.” (Gv 14,21)

--“Io sono la Via, la Verità e la Vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me” (Gv 14,6)

--“Non affannatevi dunque dicendo: -che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?- Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate prima il Regno di Dio e la Sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.” (Mt 6,31-33)

--“Venite a Me voi tutti che siete affaticati e oppressi e Io vi ristorerò.” (Mt 11,28)

--“Allora Gesù disse ai Suoi discepoli:-Se qualcuno vuol venire dietro a Me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e Mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa Mia, la troverà”.-(Mt 16,24-25)

--“Sorgeranno molti falsi Profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà. Ma chi persevererà fino alla fine, sarà salvo.” (Mt 24,11-13)

--“Io sono il Pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il Pane che discende dal Cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il Pane vivo disceso dal Cielo. Se uno mangia di questo Pane, vivrà in eterno e il Pane che Io darò, è la Mia carne, per la vita del mondo.” (Gv 6,48-51)…”Gesù disse: In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’Uomo e non bevete il Suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la Mia carne e beve il Mio sangue ha la Vita eterna e Io lo risusciterò nell’ultimo giorno.” (Gv 6,53-54)

--“Di nuovo Gesù parlò loro:-Io sono la luce del mondo; chi segue Me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.-“ (Gv 8,12)

--“In verità, in verità vi dico:-Se chiederete qualche cosa al Padre nel Mio nome, Egli ve la darà. Fin’ora non avete chiesto nulla nel Mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.-“ (Gv 16,23-24)

(Carlo)

 

venerdì 23 ottobre 2020

SPIRITUALITA'

 

IL  RUOLO  DI  MARIA  SANTISSIMA

 

Conosciamo Maria come Madre di Cristo e Madre dei cristiani, ma fino a che punto conosciamo il ruolo di Lei nella storia della Salvezza?

Quando Maria ricevette la visita dell’Angelo Gabriele che Le prospettò di divenire Madre del Dio Incarnato Ella, memore delle profezie che ben conosceva, pronunciò il fatidico “sì” che cambiò il mondo; lo Spirito Santo scese su di Lei avvolgendoLa e riempiendoLa delle Sue Grazie.

Fin qui la storia è ben conosciuta, ma quanti sono edotti sulle conseguenze di grande portata che questa accettazione ha prodotto nella nostra realtà spirituale? La conseguenza più eclatante è che senza Maria, non vi può essere Cristianesimo e che Lei, per volontà di Dio, ha permesso la realizzazione dell’intera Redenzione. Come ben si sa Dio, per agire nel mondo, ama servirsi degli avvenimenti umani e della collaborazione degli uomini, anche se a volte ha dimostrato di raggiungere i Suoi obiettivi, servendosi perfino dell’opposizione, pur salvando sempre la libertà degli uomini, poiché Egli vuole convertire e non imporre.

Maria nel pensiero di Dio

E’ stato Dio stesso che per primo ha parlato di Lei e voluto per Lei un destino incontestabilmente unico. Tutta la Sua grandezza ha avuto quindi il suo inizio nell’eternità. Prima che il mondo fosse creato, l’idea di Maria era presente all’Eterno Padre, insieme a quella del Redentore del cui destino Ella faceva parte. Così, da tutta l’eternità Maria occupava un posto unico fra tutte le creature. Era dunque conveniente che fosse distinta da ogni altra nel primo annuncio della Redenzione, fatto da Dio a satana: “Io porrò inimicizia fra te e la Donna, tra la tua stirpe e la Sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu Le insidierai il calcagno” (Genesi 3,15).

Con queste parole, Dio stesso sintetizza e annuncia la futura Redenzione. Maria deve occupare certamente un posto che appartiene a Lei sola; anche prima della nascita e poi per sempre, sarà la nemica di satana; al di sotto del Redentore, certo, ma vicinissima a Lui, in qualche modo simile a Lui (Genesi 2,18) e diversa da ogni altra creatura. Sola, fra tutte le creature di tutti i tempi, Ella è stata prescelta da Dio per essere la cooperatrice della Salvezza.

Le profezie continuano, una dopo l’altra, piene di allusioni: “la Vergine”, (Isaia 7,14)”la Vergine e il Bambino”, “la Regina assisa alla destra del Re”…(Salmo 45)

Una profezia che descriva la Redenzione futura, come l’opera comune di una Donna e del Suo Bambino (e di nessun altro all’infuori di quei due) che schiacciano la testa a satana, apparirebbe del tutto inconsistente se, nel giorno in cui la Redenzione si attua, la Donna fosse relegata nell’oscurità.

Perciò, se la profezia è autentica e se, come affermano concordemente la Santa Chiesa e la Sacra Scrittura, la Salvezza consiste nella continua efficacia dell’Incarnazione e della morte di Gesù Cristo dentro le fibre dell’anima umana, allora nel Cristianesimo deve esserci Maria insieme con Gesù, inseparabile da Lui nella Sua opera di Salvezza, la nuova Eva, dipendente da Lui, ma a Lui necessaria: veramente addirittura, la Mediatrice di tutte le Grazie, secondo l’espressione con cui la Chiesa Cattolica riassume la Sua funzione misericordiosa. Se dunque, ciò che la profezia aveva intravvisto è davvero il Regno di Dio, quelli che sminuiscono Maria, non vi appartengono.

Maria ha ricevuto un grande potere sulle anime degli eletti per una speciale grazia dell’Altissimo il quale, avendoLe dato potere sul proprio Figlio unico e naturale, glielo ha dato pure sui Suoi figli adottivi e non solo sul corpo, che sarebbe poca cosa, ma anche sull’anima.

“E’ solo Maria che ha trovato grazia presso Dio, senza l’aiuto di nessun’altra semplice creatura. Dopo di Lei, coloro che hanno trovato grazia presso Dio, l’hanno trovata unicamente per mezzo di Lei. E quanti verranno in futuro, la troveranno ancora soltanto, per mezzo di Lei. Maria era piena di grazia, quando ricevette il saluto dell’Arcangelo Gabriele e ne fu ricolmaTa con sovrabbondanza dallo Spirito Santo, quando La coprì con la Sua ombra ineffabile. Poi crebbe talmente di giorno in giorno e di momento in momento in quella duplice pienezza, da raggiungere un punto di grazia sconfinato ed inimmaginabile. E così l’Altissimo l’ha costituita unica tesoriera delle Sue ricchezze e sola dispensatrice delle Sue grazie, in modo da magnificare, elevare ed arricchire chi Ella vuole, facendoli entrare nella via stretta del Cielo e passare ad ogni costo per la porta stretta della vita, donando a chi vuole, il trono, lo scettro e la corona regale. Gesù è ovunque e sempre il frutto e il Figlio di Maria; e Maria è ovunque il vero albero che porta il frutto di vita e la vera Madre che Lo produce…E’ Maria la sola che apre l’entrata del Paradiso terrestre ai miseri figli di Eva, l’infedele, perché possano passeggiare piacevolmente con Dio, trovare sicuro riparo dai nemici, nutrirsi di delizie e, senza più temere la morte del frutto degli alberi di vita e della scienza del bene e del male, bere a grandi sorsi le acque celesti di questa bella fontana che zampilla con abbondanza. Anzi, è Lei stessa questo Paradiso terrestre, questa terra vergine e benedetta, da cui Adamo ed Eva peccatori, furono scacciati; ed Ella vi lascia entrare solo quelli e quelle che vuol condurre a santità.” (Montfort: Vera devozione…par.44-45)

La nuova Eva

“Ciò che Lucifero ha perduto con l’orgoglio, Maria lo ha guadagnato con l’umiltà; ciò che Eva ha corrotto e perduto per disobbedienza, Maria l’ha salvato con l’obbedienza. Eva ha obbedito al serpente e ha mandato perduti tutti i suoi figli e se stessa, consegnandoli a lui; Maria si è resa totalmente fedele a Dio e ha salvato tutti i Suoi figli e servitori e Sé stessa, consacrandoli alla Sua Maestà. Non soltanto Dio ha posto un’inimicizia, ma delle inimicizie, non soltanto tra Maria e il demonio, ma tra la stirpe della Santa Vergine e la stirpe del demonio. Dio ha posto delle inimicizie, delle antipatie, delle opposizioni profonde tra gli autentici figli e servi della Vergine Santa e coloro che sono figli e schiavi del demonio; non si possono amare tra loro, non ci può essere intesa degli uni con gli altri. I figli di belial, gli schiavi di satana, gli amici del mondo (che sono la stessa cosa), hanno sempre fin’ora perseguitato quelli e quelle che appartengono alla Santa Vergine, come in passato Caino ha perseguitato il fratello Abele ed Esaù suo fratello Giacobbe, che sono le figure dei falsi credenti e dei veri credenti.

Ma l’umile Maria riporterà sempre vittoria su questo orgoglioso; una vittoria così grande che arriverà a schiacciargli la testa, dove risiede il suo orgoglio; Ella saprà sempre smascherare la sua malizia di serpente, sventarne le insidie infernali, dissiparne i diabolici progetti e saprà difendere fino alla fine dei tempi, i Suoi fedeli devoti dalla sua zampata crudele.

Ma il potere di Maria su tutti i demoni, si rivelerà specialmente negli ultimi tempi, quando satana tenderà insidie al Suo calcagno, cioè agli umili schiavi e ai devoti figli che Ella susciterà per fargli guerra. Essi saranno piccoli e poveri secondo il mondo, in basso, davanti a tutti come il calcagno, calpestati e maltrattati come lo è il calcagno rispetto alle altre membra del corpo; ma in cambio, essi saranno ricchi nella grazia di Dio che Maria comunicherà loro con abbondanza, grandi ed elevati in santità davanti a Dio, superiori ad ogni altra creatura per il loro zelo coraggioso e saranno così fortemente sostenuti dall’aiuto divino che con l’umiltà del loro calcagno e in unione a Maria, schiacceranno il capo al demonio e faranno trionfare Gesù Cristo.” (Montfort: V.D. cap. 53-54)

“Il consenso dato da Maria alla proposta dell’Angelo, è un consenso dato a tutto il piano di Dio e Maria usa la stessa espressione, “la serva del Signore” con cui Isaia presentava il Messia Redentore definendoLo “Servo di Jahwè (Is. 52,13-53). Anche Maria si definisce “serva” esprimendo così la Sua partecipazione alla stessa Missione e partecipazione del Figlio. Quindi il Servo di Jahwè e la Serva del Signore, si trovano già uniti insieme fin dall’inizio per operare la Redenzione universale.” (De Martino)

“L’Annunciazione e l’Incarnazione sono strettamente legate alla Redenzione, perché il consenso di Maria è già di per sé un consenso alla Redenzione e Maria, costituita Madre del Figlio, è costituita nello stesso tempo Madre del Redentore e Corredentrice degli uomini.” (Rabanos)

(Carlo)