martedì 22 marzo 2022

SPIRITUALITA'

RICORDANDO  FATIMA

Oggi stiamo vivendo un periodo fino a poco tempo fa impensabile. Sono trascorsi solo due anni dall’inizio di una pandemia che ha coinvolto l’intero pianeta. In passato vi sono state altre epidemie, ma mai così globali e apparentemente incontrollate. Con il tempo si è scoperto che tutto questo male è stato progettato dall’uomo per mero interesse di gente senza scrupoli desiderosa di “conquistare il mondo” anche a condizione di “perdere l’anima”. Il mondo è stato sorpreso da questo improvviso evento perché da tempo aveva perso la cognizione del bene lasciandosi  trascinare nell’ingannevole miraggio di una falsa libertà suggeritagli dal menzognero nemico di sempre.

Eppure tanti profeti, tante apparizioni, tanti messaggi mariani avevano avvertito del pericolo a cui si andava incontro allontanandosi da Dio. Ma il peccato originale è sempre presente ed attuale; tutto parte e ritorna da lì. Quanti hanno compreso che l’arma di satana è sempre la stessa? Dice la Madonna di Medjugore che “satana ti distrugge con quello che ti offre. “

Quando Lucia di Fatima, per obbedienza al suo Superiore, racconta la visione nella quale la Madonna le dice: “Avete visto l’Inferno dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Per salvarli, il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se si farà quello che vi dirò, molte anime si salveranno e vi sarà pace. La guerra (1° guerra mondiale 1914-18 ) sta per finire, ma se non cesseranno di offendere il Signore, nel regno di Pio XI (in realtà dopo la sua morte), ne incomincerà  un’altra peggiore.

Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta (una inusuale aurora boreale), sappiate che quello è il grande segno che vi dà Iddio, chè prossima è la punizione del mondo per i suoi tanti delitti, mediante la guerra, la fame e le persecuzioni contro la Chiesa e contro il Santo Padre.

Per impedire ciò, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati del mese. Se si darà ascolto alle Mie domande, la Russia si convertirà e si avrà pace.  Altrimenti diffonderà nel mondo i suoi errori, suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa; molti buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire: varie Nazioni saranno annientate…”

Oggi siamo in una situazione analoga a quella presentata a Fatima, ma manca la fede che contraddistingueva il popolo portoghese. I governi hanno varato leggi che vanno in direzione completamente opposta alla Volontà di Dio, come se Egli non ci avesse trasmesso i Suoi Comandamenti, le Sue leggi meravigliose osservando le quali ci viene garantita una vita serena, in attesa di godere per sempre la Sua Presenza. Penso soprattutto alla legge sull’aborto, considerata un diritto delle madri, la manipolazione dei gameti e l’utero in affitto, il divorzio distruttore delle famiglie, la pretesa del gender che vorrebbe distruggere l’equilibrio dei sessi, la soppressione della paternità, il diritto al suicidio che si vorrebbe per legge come l’iniqua eutanasia a giudizio di terzi. Cosa pensare? Nel libro della Genesi si legge: “Poi Iddio disse: facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza…Iddio creò l’uomo a Sua immagine, a immagine di Dio lo creò; lo creò maschio e femmina. E Dio li benedisse e disse loro: prolificate, moltiplicatevi e riempite il mondo, assoggettatelo e dominate sopra i pesci del mare e su tutti gli uccelli del cielo e sopra tutti gli animali che si muovono sopra la Terra.” (Gn 1,26-28)

Oggi invece per legge si è rifiutata la paternità e maternità divina approvando l’orrenda legge dell’aborto in spregio al comandamento “non uccidere” ignorando la sacralità della famiglia cristiana a cui è stata  donata la facoltà di concepire, crescere e istruire i figli nella fede. Il rifiuto della Legge del Signore arriva al punto che volutamente si creano le condizioni per un cambio di sesso e si vorrebbe il consenso di tutti per lo stravolgimento fisico e spirituale di un umanità allo sbando, preda degli istinti più vergognosi e innaturali.

Non meravigliamoci se allontanando Dio, si avvicina il demonio che suggerisce la ribellione.

In questi giorni di incertezze compaiono in Internet varie profezie, più o meno attendibili, che presentano scenari imminenti molto inquietanti, pertanto credo sia bene attenerci a ciò che ha detto la Vergine nell’Apparizione di Fatima perché questa è certamente autentica. Ormai tutti sappiamo che se non ci sarà una conversione dei cuori, dobbiamo aspettarci una tremenda punizione. Purtroppo nell’attuale governo della Chiesa, vige un ordine, inespresso ma reale, che la Bontà di Dio è così immensa da annullare il male commesso dagli uomini, pertanto l’Inferno sarebbe vuoto! Questa mentalità, tipica del Protestantesimo, ha prodotto e continua a produrre un continuo allontanamento dalle Leggi divine, in una perenne sfida che provoca l’ira divina. Parlare sempre della Misericordia di Dio, dimenticando l’altro importantissimo aspetto che è la Giustizia divina, significa ignorare colpevolmente tutta a Sacra Scrittura!

Tutta la storia biblica dell’Antico Testamento, ribadisce continuamente che Dio è il Creatore e Signore assoluto dell’umanità, la quale deve offrire la sua adorazione e ubbidire alle Sue Leggi che donano pace e gioia; in difetto, ci aspettano sofferenze inaspettate per mettere alla prova la nostra fede. I reprobi, ossia gli stolti irrecuperabili, verranno destinati all’Inferno, perché non hanno meritato la Bontà di Dio che aveva predisposto per loro un futuro radioso.

Oggi, più di ieri, abbiamo bisogno di attingere al nucleo centrale del Cristianesimo, non lasciandoci fuorviare da erronee concezioni moderne che tendono a svellere le solide basi sulle quali poggia la Dottrina di Gesù. Per chi lo comprende, è necessario esercitare il nostro discernimento nell’individuare gli innumerevoli trabocchetti messi in atto da satana, approfondendo la nostra fede con il necessario apporto dello Spirito Santo. Più siamo edotti e più siamo forti nella fede. Se approfondiremo la nostra ineguagliabile Religione, ci accorgeremo che le speciose argomentazioni contrarie al nostro Credo, sono polvere al vento!

(Carlo)

  

giovedì 10 febbraio 2022

SPIRITUALITA'

MEDITAZIONE

Sto considerando l’amore di Dio; mi sembra un grande mistero di cui subodoro la millesima parte. Il mio animo è teso ad ascoltare quel lieve sussurro che sfugge tra le pieghe dell’anima. Mi rendo conto che solo se Lui vuole, posso godere di questo amore e tutto il mio essere anela a dissetarsi a questa fonte.

Percepisco vagamente ma con estrema certezza la profondità di questo momento paradisiaco e desidero umilmente progredire in questo cammino anche se il traguardo sembra lontano e irraggiungibile.

Interpreto questo momento come se Dio volesse farmi partecipe del Suo Amore ma la mia condizione imperfetta ne impedisse il pieno svolgimento. S.Teresa ha scritto che se noi conoscessimo l’Amore di Dio, impazziremmo di gioia! Sento che questo mistero è grande e posso solo desiderarne il compimento che si realizzerà quando Lui vorrà. Penso spesso alla Sua Bontà infinita che mi commuove sempre, perché sento di avere tanto bisogno della Sua Misericordia. Una delle cose che ha contribuito notevolmente alla mia conversione di tanti anni fa è stata proprio la percezione di questo Amore grandioso che desiderava comunicarsi, nonostante le mie tante defezioni e la mia durezza di cuore. Essere amati è l’aspirazione di tutti; senza amore la vita perde ogni senso. Se la gente capisse questo concetto non ci sarebbero tanti bambini infelici e molte cattive azioni sarebbero soffocate sul nascere. Probabilmente un giorno scopriremo la nostra responsabilità nello svolgersi di tanti drammi che anche senza volerlo, abbiamo contribuito a creare. I cattivi maestri della nostra società perpetuano il male e realizzano le condizioni perché ciò non abbia mai fine: veri servi del demonio. Se il buon grano crescesse vigoroso non lascerebbe spazio alla gramigna; così se l’uomo ascoltasse solo il Creatore, non ci sarebbe spazio per lo sviluppo del male il quale, senza il consenso dell’uomo, potrebbe ben poco!

Anche qui balza agli occhi la grande saggezza di Dio il quale ha lasciato a noi la realizzazione del nostro destino : “Egli ha posto dinanzi a te il fuoco e l’acqua, tu stenderai la tua mano a quel che vorrai. Davanti all’uomo c’è la vita e la morte, ognuno avrà quello che sceglie” (Sir 15,16-17). E’  chiaro che Dio e il Suo Amore rappresentano la vita, mentre il Suo opposto, il demonio, rappresenta la morte.

Chi può intendere, intenda.

(Carlo) 

lunedì 3 gennaio 2022

SPIRITUALITA'

 

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Non appena è stato presentato con entusiasmo il nuovo Papa argentino, molti sono rimasti sorpresi dal suo saluto sbrigativo e privo di quella componente religiosa, comune a tutti i Papi precedenti, perché tutti si aspettavano un “Sia lodato Gesù Cristo” invece di “Buona sera” come è avvenuto.

Era un segnale, ma pochi lo compresero anche se il disagio era palpabile. Anche la stranezza di trascurare gli appartamenti da sempre destinati ai Papi e abitare un luogo alberghiero come quello di Santa Marta, ha lasciato tutti perplessi e curiosi perché non si conosceva il motivo. Più tardi è stato chiaro che questo Pontefice intendeva andare contro la tradizione dei Papi precedenti volendo formare tra i suoi una nuova “forma mentis”. Infatti nelle sue omelie mattutine nella Chiesa di Santa Marta, ha proferito spesso interpretazioni della Sacra Scrittura,a dir poco,irrispettose e non ortodosse, quale quella in cui commentando la scena di Gesù che scrive sulla sabbia mentre è interrogato dai Farisei, dice che “Gesù ha fatto lo scemo”(!)

IL  RISCHIO  DEL VATICANO II

S.Agostino immagina che il tempo abbia due aspetti, due movimenti: uno che va nella direzione della storia e che lui definisce “estensione” e che può considerarsi orizzontale ed un altro che dalla storia sale in direzione verticale e che lui definisce “intensione”. Esistono, quindi, due aspetti della verità, uno verticale, dalla accettazione difficile, dura, come l’invito di Gesù a portare la nostra croce quotidiana e l’altro, orizzontale, caratterizzato dal nostro rapporto con l’altro.

“Ama Dio” è un richiamo verticale; “ama il tuo prossimo” è un richiamo orizzontale.

Poiché Dio è Puro Spirito, invisibile, non ci è dato sapere se Lo amiamo; la prova del nostro amore per Lui, ce la fornisce il nostro amore per l’uomo. Solo chi ama Dio può amare l’uomo, perché Dio è l’essenza dell’amore. I non credenti  possono amare, ma in maniera filantropica, quindi egoistica.

Obiettivamente, durante i secoli cristiani, vi sono state delle accentuazioni a volte condizionate dal combattimento delle eresie, come quella del Concilio di Nicea contro Ario che negava la divinità di Gesù. Pertanto, ponendo un forte accento sulla parte divina di Gesù, ci si è quasi dimenticati dell’Umanità del Redentore. Più tardi, nel combattimento opposto, contro l’eretico Pelagio, si accentuerà il dono gratuito di Dio e si lasceranno un po’ nell’ombra la libertà e l’autonomia dell’uomo.

La caratteristica del Concilio Vaticano II, per iniziativa del suo ispiratore Papa Giovanni XXIII, è quella di aver privilegiato la verità di tipo orizzontale. Prima di allora, nel Sacramento del Matrimonio si era insistito sul dovere-necessità della procreazione, trascurando il secondo aspetto, quello dell’amore, ossia la sua caratteristica orizzontale. E così, la S.Messa era considerata soprattutto un vero Sacrificio, dimenticando che l’assemblea è anche una riunione dei fedeli tra loro, in nome di Cristo.

La liturgia che è anche parola, ha necessità di farsi comprendere e quindi è stata variata la lingua, perché fosse un insegnamento comunicato agli uomini.

Una volta si era fissata l’attenzione sul peccato che sembrava quasi esclusivo della carne e non si era ben evidenziato che nel giudizio dopo la morte, Gesù farà dipendere la condanna, anche dal mancato aiuto ai bisognosi: “Ho avuto sete e tu non mi hai dato da bere” (Mt 25).

Oggi però, non si pone abbastanza l’accento sul peccato che è una trasgressione al precetto divino e c’è il rischio, molto attuale, di attenuare il senso del peccato che ha come conseguenza il dissolvimento del senso della Redenzione. Se l’uomo non fosse peccatore, a che servirebbe la Redenzione e quindi la Salvezza?

E’ ciò che manda fuoristrada i tanti che pensano di essere giusti perché non uccidono, non rubano etc. sorvolando sulle numerose mancanze nei riguardi di Dio a cominciare dalle continue omissioni e mancanze di amore per Colui che ha sofferto una terribile Passione per salvarci dalla dannazione eterna.

Per secoli la Chiesa non ha voluto immischiarsi (almeno nominalmente) con gli errori del mondo, cercando di non farne parte e attendere passivamente il progresso scientifico.

Con il Concilio Vaticano II invece, la Chiesa desidera dialogare con il mondo, assimilare quello che le sembra migliore, sforzandosi  di allinearsi con esso.

Il pericolo di oggi, infatti, è quello di ritenere equidistanti le verità verticali con quelle orizzontali. Questo capovolgimento è il terribile rischio dell’umanità di oggi; non è più l’amore per l’uomo che deriva e dipende dall’amore per Dio, ma l’opposto: l’amore dell’uomo per Dio, diventa un simbolo dell’amore dell’uomo per l’uomo. Questa diventerebbe la sola religione e possiamo immaginare che la piazza sostituisca i Templi. Il lavoro la vera fede, la fabbrica, la Chiesa.

Questo il rischio estremo, la via che stiamo battendo che è quella della sostituzione di una religione di tipo divino con una di tipo umano, senza che si verifichi alcun cambiamento esterno, ma attuando  uno svuotamento insensibile dall’interno.

Con questo pontificato viene sempre più convalidata questa terribile strategia. Vediamo tutti che Bergoglio insiste continuamente sulla componente materiale, amore dell’uomo per l’uomo, e mai o quasi mai sulla componente spirituale. Eppure Gesù dice chiaramente che “l’uomo non vive di solo pane”.(Mt 4,4)

In questo periodo che stiamo vivendo con crescente difficoltà, il credente non viene supportato nella sua fede ma lo si lascia in balia del dubbio e dell’incertezza. Coloro che appartengono a quei tanti che sono stati sempre tiepidi nei confronti della fede, ora, nella difficoltà del momento, abbandonano il campo senza scrupoli, convinti di poter vivere bene senza lottare. Seguire le orme di Cristo senza la Sua Grazia sarebbe impossibile per ogni uomo perché il cristianesimo è molto impegnativo. Ma con Cristo “…il Mio giogo è dolce e il Mio peso  leggero..” (Mt 11,25)

Coloro invece, che vogliono vivere nella pace di Cristo resistono, non cedendo alle lusinghe del demonio e ascoltano la voce divina nel loro cuore che li esorta a offrire le attuali sofferenze al Cuore Immacolato di Maria, nostra buona Madre la quale ha contribuito con le Sue sofferenze ai meriti conseguiti da Gesù con la Sua dolorosa Passione. Il vero credente quindi, prende esempio da Maria Santissima che si è unita strettissimamente al Suo Figlio divino. Anche quando le vicende tristi della vita, vicende che il nostro antico nemico, il diavolo, pilota con grande perizia per portarci alla disperazione e spingerci a concludere che sia vana ogni nostra speranza al riguardo, dobbiamo perseverare nella fede dicendo a noi stessi: “sia fatta la Tua volontà.”  Questa breve giaculatoria, tratta dal Padre Nostro, possiede la potenza di Dio che tutto vince. Quando ci comporteremo così, sperimenteremo il grande conforto di Cristo e il nemico accusatore scomparirà.

Auguro a tutti che questo anno catartico 2022 sia l’inizio di una nuova epoca di rinnovata gioia con Cristo e Maria Santissima. Nonostante tutto.

(Carlo)

 

 

giovedì 9 dicembre 2021

SPIRITUALITA'

 

IL NATALE DEI VERI CRISTIANI

Il mondo attuale nel quale viviamo, già da qualche decennio, è stato travolto dalla corsa sfrenata, volta ad ottenere benessere materiale a scapito di quello spirituale. Ma non è sempre stato così. Oggi,vivendo affannosamente e sempre di corsa, è molto difficile se non impossibile, soffermarsi su temi che nutrono la nostra anima e la rendono felice e appagata. Agitandosi e vivendo superficialmente, cercando solo il divertimento, siamo continuamente distratti da quei valori e da quell’atmosfera che ci farebbero rientrare in noi stessi e ci farebbero meditare sui veri valori della vita. Inoltre, l’attuale angoscia creata dalla pandemia, contribuisce potentemente a distrarci da ciò che potrebbe giovarci.

Del resto, anche se l’uomo di oggi, cerca esclusivamente il benessere materiale, la carriera, i soldi facili,il successo sociale, non può sfuggire all’altra faccia della medaglia che è costituita dalla sofferenza fisica e morale, dalle malattie e dalla morte.

Se cerco di chiudere gli occhi per non vedere ciò che non mi garba, a che vale? Caratteristica della donna e dell’uomo maturi, è quella di guardare in faccia la realtà e fare le proprie scelte. Parlo spesso di scelte, perché sono convinto che la nostra vita futura sia condizionata fortemente dalle decisioni nostre o di altri che indirizzeranno la nostra vita verso la felicità o l’infelicità.

Gesù, con la Sua nascita ci dice che Dio, Buon Padre, conosce il dilemma dell’uomo, i suoi ricorrenti errori, le sue stoltezze e non intende lasciarci orfani abbandonati alle forze distruttrici di un mondo inumano, privo di qualunque forma di bene, dedito solo al sopruso, alla violenza, all’egoismo più estremo, all’inganno più profondo e più diabolico; Gesù quindi, non intende lasciarci poveri e soli, perché ci ama e desidera per noi la vera pienezza in questa vita e l’eterna felicità nell’altra.

Nasce per noi, per attuare il Suo disegno d’Amore e indirizzare ogni uomo di buona volontà, verso il vero scopo della vita, per renderci appagati e per meritare la felicità totale che ci attende. La Sua nascita è povera, ma enormemente ricca nello spirito; ci insegna subito che la situazione di povertà non condiziona assolutamente l’attuazione delle nostre aspirazioni, anzi, le rende più incisive e più forti.

Gesù, attraverso la sofferenza (la Sua Croce) ha redento il mondo!

Gesù è nato nel silenzio notturno, circondato dall’amore di un padre (S.Giuseppe) e di una madre (Maria), in una parola, è nato in una famiglia unita e concorde. Il Bambino ci sorride, guardando dentro la nostra anima e sembra invitarci a meditare quanto la nostra vita sconsiderata non porti frutti di bene.

ContemplandoLo in quella culla di paglia, non posso fare a meno di pensare che Dio, Puro Spirito invisibile, l’Onnipotente Dio, Creatore di tutto l’Universo, si è reso visibile all’uomo, incarnandosi in un innocente Bambino, pieno di dolcezza e di amore; mentalmente Lo prendiamo in braccio e nel nostro cuore entra subito una pace profonda ed immensa. Lo adoriamo e “ascoltiamo” il Suo messaggio d’Amore che ci assicura la Sua protezione, se accettiamo il Suoi insegnamenti. La Sua natura infantile, chiede aiuto e solidarietà e soprattutto affetto. Chi oserebbe negarGlielo?

Ma questo non è che il primo passo; una volta apertici il cuore, Gesù vi seminerà a piene mani per conquistarci al Suo Amore. Infatti Egli provoca la nostra tenerezza per contraccambiare in modo infinito, il nostro piccolissimo affetto.

Ma l’insegnamento più grande, indispensabile per una crescita spirituale, è quello dell’umiltà. Chi più di Lui può dirsi umile? Non si era mai sentito che un Dio Onnipotente e Glorioso, sia disceso sulla terra, in vesti di estrema umiltà, nella condizione umana più misera possibile, senza una casa, senza comodità, senza lussi di ogni tipo, ma in una povertà assoluta. Egli sa, pur essendo fisicamente un fanciullo, di essere Dio e di essere venuto nel mondo per redimere l’uomo peccatore e già, dai primi istanti di vita, soffre l’indigenza e il freddo, inaugurando una vita alla quale non sarà risparmiato alcun dolore.

Mentre contempliamo questo dolcissimo Bambino, corriamo con la mente al momento terribile della Sua Crocifissione e pentiamoci dei nostri peccati. Consideriamo che l’orgoglio è stato il primo peccato dell’uomo, ma questo Bambino ha sconfitto il male che ne è derivato. Se ci lasciassimo togliere Gesù dal nostro cuore, in cosa si potrà sperare? Non vi è altro Nome sotto il cielo in cui possiamo salvarci.

Maria, Madre provvida e dolcissima, Lo addita ai pastori, ai Magi e a tutti noi e ci consente di prenderLo in braccio e annullarci nel Suo infinito Amore. Buon Natale a tutti in Cristo Gesù.

(Carlo)

martedì 16 novembre 2021

SPIRITUALITA'

 

CONSOLATRICE DEGLI AFFLITTI

“Se infuriano i venti delle tentazioni e se vai a sbattere contro gli scogli delle tribolazioni, guarda la stella, invoca Maria! Se i flutti dell’orgoglio, dell’ambizione, della calunnia e dell’invidia ti spingono di quà e di là, guarda la stella, invoca Maria! Se l’ira, l’avarizia, l’edonismo, squassano la navicella della tua anima, volgi il pensiero a Maria! Se, turbato per l’enormità dei tuoi peccati, confuso per le brutture della tua coscienza, spaventato al terribile pensiero del Giudizio, stai per precipitare nel baratro della tristezza e nell’abisso della disperazione, pensa a Maria!

Nei pericoli, nelle angustie, nelle perplessità, pensa a Maria, invoca Maria!

Maria sia sempre sulla tua bocca e nel tuo cuore. E per ottenere la Sua intercessione, segui i Suoi esempi.

Se la segui, non ti smarrirai, se la preghi non perderai la speranza, se pensi a Lei non sbaglierai.

Sostenuto da Lei, non cadrai, difeso da Lei, non temerai, con la Sua guida, non ti stancherai, con la Sua benevolenza, giungerai a destinazione.”

(San Bernardo)

(Carlo)

mercoledì 27 ottobre 2021

SPIRITUALITA'

 

LETTERA  AD  UN  AMICO  DEPRESSO

Ad una certa età avanzata, capita a tutti di essere tentati a fare un bilancio della propria vita considerando quanto raccolto in esperienze e quanti sogni o programmi gettati al vento. E’ un processo a volte doloroso e frustrante perché si pensa di aver perso occasioni d’oro per affermarsi nella vita sociale o aver fatto scelte che si sono rivelate fallimentari. A mio avviso, tutto questo esame ha come risultato un grande rischio di depressione. C’è il nostro antico nemico che ci suggerisce malignamente di fare questa inutile analisi, perché vuole la nostra disperazione, la nostra ribellione; perché vuole che noi attribuiamo a Dio il fallimento delle nostre scelte. Il Catechismo della Chiesa cattolica dice che noi abbiamo dei suggerimenti positivi e dei suggerimenti negativi. Secondo il nostro credo, Dio ci ha creati “a Sua immagine e somiglianza”. Questa somiglianza non può essere fisica poiché Dio è Puro Spirito; quindi questa somiglianza è contenuta nell’anima ed è un dono inestimabile: il libero arbitrio. Dio è un Essere libero, senza alcun condizionamento ed ha voluto crearci liberi di scegliere il Bene o il male. Questo, perché Egli vuole essere riconosciuto come Creatore e adorato come unico Dio. Per questo, dopo il peccato originale, non ha distrutto il male ma lo ha utilizzato per servirsene, affinché l’uomo sia tentato, ma scelga di servire con amore il suo Benefattore. Del resto, sappiamo tutti che la caratteristica dell’animo umano è quella di dimenticarsi del Creatore in tempo di benessere e di tornare a Lui nei momenti di sofferenza. Responsabile di questo atteggiamento è proprio l’orgoglio che in tempo di benessere suggerisce di essere lui l’unico artefice  della propria vittoria, salvo poi, in tempo difficile, di scoprirsi fragile e quindi appigliarsi a Chi solo è in grado di salvarlo. Come comportarsi quindi? Ci risponde Gesù stesso: “Cercate prima il Regno di Dio e la Sua Giustizia e tutte queste cose (i beni terreni)vi saranno date in sovrappiù.” (Mt 6,33)

Ecco il segreto per una vita serena! Un esempio ci viene dalla Bibbia: Quando Dio elegge re Salomone, gli chiede cosa desidera per poter ricoprire il suo ruolo di Giudice del popolo. Salomone Gli chiede una grande saggezza  e intelligenza per essere un degno Giudice dei suoi sudditi. E Dio, nella Sua magnanimità lo esaudisce e in più gli concede le ricchezze che egli non aveva osato chiedere attribuendo maggior importanza alla sapienza.

Durante tutta la nostra infanzia, cerchiamo sempre di aumentare la nostra autostima e renderla stabile contro i continui tentativi del mondo circostante che tende sempre a schiavizzarci in un modo o nell’altro per poter utilizzare a suo favore le nostre energie. Quanti allora soccombono e, piuttosto che lottare, reputano più tranquillizzante divenire dei gregari seguendo il capo del momento. Questa lotta ci rende più forti nelle nostre opinioni e ci fidiamo soprattutto di noi stessi. Questo importantissimo esercizio ha però un punto debole ed è quello di renderci sospettosi e difficilmente propensi ad un abbandono nei riguardi dell’altro. Questa difficoltà, giustificata verso l’uomo, però non è giustificata verso Dio che è vero buon Padre e pensa sempre al nostro bene. Egli ci ha creati per un atto di Amore e perché la nostra vita fosse felice e immortale. La nostra insipienza, segnatamente quella di Adamo ed Eva, ha distrutto l’equilibrio che Dio aveva predisposto e ha trascinato tutta l’umanità verso il male, poiché ha preferito l’inferno al Paradiso.

Dio però, ha trasformato questo male commesso dai Progenitori, in un Bene più grande, soffrendo la Passione, ma guadagnando per noi un’infinità di Grazie la più grande delle quali è la possibilità di divenire figli di Dio salvandoci dalla condanna eterna. Questa salvezza ci viene offerta col Battesimo e con gli altri Sacramenti che, come dice il Catechismo, sono canali della Grazia.

Dio quindi ha fatto la Sua parte, ora tocca a noi rispondere positivamente al Suo invito d’Amore seguendo i Suoi Comandamenti i quali esprimono la Sua Santa volontà, per evitare di cadere nel rifiuto, sempre presente come all’epoca dei Progenitori, del Suo Amore paterno e infinito.

Dio quindi ci invita sempre, servendosi di uno scritto, di una persona, di un avvenimento inaspettato etc.perché desidera la nostra adesione al Suo piano salvifico. Egli nella Sua bontà desidera il nostro bene, la nostra felicità qui sulla terra e dopo la morte, in Cielo una felicità senza fine.  Conosco l’obiezione di molti : se Dio ci ama, perché permette la sofferenza? Se non si riesce a superare questo apparente ostacolo mentale, non riusciamo a camminare sulle orme di Cristo. Bisogna rifarsi al peccato originale, perché questo è il fulcro di tutto il Cristianesimo! Se crediamo di essere innocenti, senza particolari colpe, senza peccati gravi, non sentiamo la necessità di essere salvati. Questo significa che per noi non è necessario un Salvatore! Eccoci immediatamente fuori del piano di Dio! Come si vede, la nostra convinzione di presunta innocenza ci impedisce di progredire nella Fede. A mio avviso è molto importante una profonda e leale analisi del proprio credo e per far questo è necessario leggere con attenzione la Sacra Scrittura, in primo luogo i Vangeli, dove Gesù ci insegna come comportarci per essere a Lui graditi. Il bambino spia il comportamento del padre per imparare dalle sue azioni come sperimentare la vita; allo stesso modo il fedele deve meditare sulle parole di Gesù che hanno il potere di penetrare nella nostra anima e inondarla di quell’ alimento spirituale che ci manca spesso. Quando crederemo senza aver visto, fidandoci soltanto della parola di Gesù, allora la Provvidenza ci darà le prove della verità del nostro credo. Allora la nostra Fede sarà salda e non avremo paura più di nulla perché sentiremo la presenza di Dio nella nostra vita.

Le prove anche dolorose che potranno colpirci, saranno ritenute salutari, perché considereremo sempre e immancabilmente l’Amore di Dio Buon Padre, dal quale ci aspetteremo una soluzione a noi favorevole nonostante le apparenze. La preghiera più potente che muove il Cuore di Dio è questa: “Sia fatta la Tua e non la mia volontà.” Gesù ha pronunciato queste parole sulla Croce mentre stava morendo, per insegnarci l’abbandono all’Amore del Padre. Per esperienza personale, quando si riesce a pronunciare  nel dolore questa preghiera, subito il nostro cuore ne trae conforto. Non dimentichiamo che la Sacra Scrittura sottolinea che ogni preghiera non si ferma finché non raggiunga il Cielo!

Caro amico, il dono più grande che abbiamo ricevuto è la Fede e dovremmo ringraziare sempre nostro Signore di averci fatto nascere in questa Santa Religione, segno che Lui ci ha predestinati ad essere Suoi fedeli. La Sua Grazia è la nostra felicità.

In questo percorso spirituale non siamo soli, ma abbiamo una dolcissima Madre che ci guida, ci assiste e ci difende da tanti mali, limitando fortemente l’aggressività del nostro antico nemico, il demonio, il quale per sua stessa ammissione ha detto di non poter facilmente contrastare i devoti di Maria, come invece può fare con le persone lontane dalla Grazia del Signore. E la recita giornaliera del Santo Rosario garantisce una protezione speciale. Provare per credere!

Tante cose avrei ancora da dirti ma per ora ti lascio a meditare tutte queste verità. A Gesù per Maria.

Carlo

25-10-2021

giovedì 19 agosto 2021

SPIRITUALITA'

 

LA  FELICITA’  NELL’ALTRO

Quando incontro una persona desiderosa di verità, la quale cerca onestamente di conoscere Dio e la Sua Giustizia, sento in me una spinta, un impulso particolare che mi porta a condividere e partecipare a questo suo problema.

In queste, purtroppo rare situazioni, percepisco l’Amore del Padre per quella creatura e sento di essere uno strumento del Suo Amore per noi; mi sento un collaboratore di Dio: che bella sensazione! Essere istruito dallo Spirito Santo, è esaltante!

Così, sforzandomi di essere di aiuto a quell’anima, ricevo contemporaneamente la conferma dell’Amore di Dio. Amore che noi non riusciamo a comprendere ma solo intuire; infatti, se tutti fossero certi dell’Amore del Padre, la fede dominerebbe il mondo e il male diverrebbe inerme.

In questo periodo pandemico ci è impedito di frequentare ambienti quali ospedali, cliniche, ospizi, abitazioni e in genere ambienti molto frequentati che facilitano l’incontro con il nostro prossimo, al fine di svolgere il nostro apostolato di Legionari di Maria. Negli anni passati, quando era possibile svolgere questo apostolato, la gioia che ne ricavevamo era grande e la nostra anima ne godeva a piene mani. Ora, invece, almeno chi è convinto del valore di tale apostolato, soffre per l’impossibilità o la forte limitazione che ne deriva dalla profilassi costrittiva causata dal Covid.

Tanti sono gli incentivi che Gesù ci pone nella Sua predicazione, relativamente al dovere di aiutare spiritualmente il nostro prossimo, tanto da renderci responsabili gli uni gli altri se manchiamo di istruirli secondo la volontà di Dio. Siamo fratelli e scopriamo questa prerogativa soltanto quando esercitiamo l’apostolato, ricevendo ancora una volta, la conferma della veridicità delle parole del Cristo. Gesù stesso proclama che tutti coloro che sono credenti e che rispettano i Suoi Comandamenti, Gli sono fratelli, sorelle e madri.(Mt 12,46-50)

Ponendoci nella condizione di collaboratori di Dio, noi siamo rivestiti di Spirito Santo, condizione sine qua non per esercitare positivamente tale apostolato, e svolgere tale compito con la Grazia di Dio.

Gesù, nei tre anni di vita pubblica, ha svolto ininterrottamente il Suo ufficio apostolico, prendendosi cura di ogni anima sofferente sia nel corpo sia nello spirito, guarendo tutti con la Sua autorità divina.

Nel Vangelo si legge che un uomo si presentò a Gesù chidendoGli come ottenere la vita eterna e Gesù risponde asserendo che è necessario seguire gli insegnamenti della Legge; lui risponde di averli sempre osservati; allora Gesù “fissatolo, lo amò” .(Mc 10,21).

La narrazione continua con la richiesta di vendere tutto e seguire Gesù, ma al di là di questa, pur importantissima proposta, mi colpisce particolarmente questo sguardo intensissimo e pieno di amore che Gesù rivolge al giovane credente; è lo sguardo che penetra nel cuore spandendovi amore, gioia, felicità. Purtroppo il giovane è incapace di lasciare la sua agiatezza e tristemente se ne va.

Quando si fa apostolato nel Nome di Gesù, lo si fa insieme a Maria Santissima che è Madre di tutti e in virtù di questo privilegio Lei ci suggerisce, insieme allo Spirito Santo (“che sempre opera”) le parole necessarie e opportune per convincere l’ascoltatore ad approfondire la sua esperienza religiosa. E’ un compito molto gratificante e indispensabile per il credente; in questo modo la sua fede progredirà in proporzione al suo impegno e le Grazie saranno abbondanti.

Che lo “sguardo” di Gesù ci investa e ci trasporti nel Suo mondo di gioia. Amen

(Carlo)