Sono in Chiesa, davanti al Tabernacolo. Chiedo a Maria di introdurmi al cospetto di Gesù.
Guardo il Tabernacolo, contemplando la grandeza di Dio Padre, grandezza inaccessibile e grandiosa.
Medito sulla nostra natura umana che è un mistero, ma in questo mistero alberga un tratto della Bellezza divina. Dio, nel crearci, ha lasciato la Sua impronta indelebile e noi dobbiamo chiedere allo Spirito Santo che ci illumini e consenta ai nostri cuori induriti e pervicaci, che Dio possa comunicare con noi. Mi trovo davanti alla Sua Maestà e attendo con umiltà di ascoltare la Sua voce di pace, contemplare la Sua calma imperturbabile e provare in me sentimenti di amore e di riconoscenza per tutto il bene ricevuto dalla Sua Bontà e Misericordia.
Lo immagino assiso sul Suo trono, nella Sua beatitudine infinita, circondato dalle Sue stesse emissioni di bene, come gli Angeli e i Santi.
Un'atmosfera paradisiaca, a stento da noi immaginata, ma sperata fortemente. Cerco di fare silenzio in me, per ascoltare il suono flebile dello Spirito il quale desidera parlarmi e donarmi i Suoi sette Doni. Per ora, mi raggiunge solo un grande senso di pace e Lo ringrazio per questo.
Dio sia benedetto!
domenica 31 maggio 2015
lunedì 20 aprile 2015
APOSTOLATO
IL DONO DELL’AMORE CONIUGALE ( ovvero Filemone e Bauci)
Quando vedo
una qualche espressione dell’amore che vi è tra due persone, il mio cuore ne è
edificato e penso che tutto ciò origini certamente da Dio.
Egli ci ha
creati per amore e quando l’uomo risponde con l’amore, si può esser certi della
Sua azione nascosta. Conosco e seguo una coppia di sposi ottantenni. Lui è
malato di cuore e lei è ammalata del morbo di Altzheimer. Lei vive in
un’atmosfera felice perché può contare sull’assistenza amorevole del marito;
chiede continue attenzioni e lui, instancabilmente, le si dona totalmente. La
continua attenzione dovuta a questi difficili malati, non esaurisce l’infinita
pazienza del marito che accorre e sorveglia ogni manifestazione di lei, la
quale lo ricambia con continui, numerosi baci.
E’ un affetto
profondo il loro e Dio ha fatto loro questo grande dono dell’amore reciproco.
Nel
raccontare lo svolgersi di questa malattia, il marito, riconosce che nel
delirare di lei, vi è chiara la sensazione e la consapevolezza di questo amore
che rimane ed è l’ancora di salvezza per tutti e due.
Dio, nella
Sua grande Misericordia, ha fatto e fa continuamente la grazia di riempirli di
amore, nell’attesa che il cuore del marito, religiosamente non praticante,
finisca per innalzare il suo sguardo verso l’origine di tanto bene. Noi spiamo,
trepidanti, che quest’ultimo miracolo avvenga presto, pregando in tal senso.
(Carlo)
mercoledì 8 aprile 2015
SPIRITUALITA'
MESSAGGIO DI
LUCIA DOS SANTOS
22 maggio 1958 (al
Padre Agostino Fuentes)
“Padre, la
Madonna è molto scontenta perché non si è fatto caso al Suo messaggio del 1917.
Né i buoni né i cattivi, vi hanno fatto caso. I buoni vanno per la loro strada
senza preoccuparsi e non seguono le norme Celestiali; i cattivi, nella via
larga della perdizione, non tenendo in alcun conto i castighi minacciati.
Creda,
Padre, il Signore Iddio molto presto castigherà il mondo. Il castigo sarà
materiale e s’immagini, Padre, quante anime cadranno nell’Inferno se non si
prega e non si fa penitenza. Questa è la causa della tristezza della Madonna.
Padre, lo dica a tutti che la Madonna tante volte mi ha detto: -Che molte
Nazioni spariranno dalla faccia della terra. Nazioni senza Dio saranno il
flagello scelto da Dio Stesso per castigare l’Umanità se noi, per mezzo dell’orazione
e dei SS Sacramenti, non otterremo la grazia della loro conversione.- Lo dica
Padre, che il demonio sta attaccando la battaglia decisiva contro la Madonna,
perché ciò che affligge il Cuore Immacolato di Maria e di Gesù, è la caduta
delle anime religiose e sacerdotali. Il demonio sa che i religiosi e i
sacerdoti, trascurando la loro eccelsa vocazione, trascinano molte anime all’Inferno.
Siamo appena in tempo per trattenere il castigo del Cielo. Abbiamo a nostra
disposizione due mezzi efficacissimi: l’Orazione e il Sacrificio. Il demonio fa
di tutto per distrarci e toglierci il gusto della preghiera. Ci salveremo
oppure ci danneremo.
Però, Padre,
bisogna dire alle persone che non devono stare a sperare in un richiamo alla
preghiera e alla penitenza, né dal sommo Pontefice, né dai Vescovi, né dai
Parroci, né dai Superiori Generali. E’ già tempo che ognuno di sua iniziativa,
compia opere sante e riformi la sua vita secondo i richiami della Madonna
Santissima. Il demonio vuole impadronirsi delle anime consacrate, lavora per
corromperle, per indurre gli altri alla finale impenitenza; usa tutte le
astuzie, suggerendo perfino di aggiornare la vita religiosa!
Ne proviene
sterilità alla vita interiore e freddezza nei secolari, circa la rinuncia dei piaceri
e la totale immolazione a Dio. Lo
ricordi, Padre, che due fatti concorsero a santificare Giacinta e Francesco: l’afflizione
della Madonna e la visione dell’Inferno.
La Madonna si trova come tra due spade; da una parte vede l’umanità
ostinata e indifferente ai castighi minacciati; dall’altra, vede noi che
calpestiamo i Santi Sacramenti e disprezziamo il castigo che si avvicina,
restando increduli, sensuali e materialisti.
La Madonna ha detto espressamente: - Ci
avviciniamo agli ultimi giorni.- E me lo
ha ripetuto tre volte.
Affermò
prima, che il demonio ha ingaggiato la lotta decisiva, cioè finale, dalla quale
uno dei due uscirà vittorioso o sconfitto. O siamo con Dio, o siamo col
demonio. La seconda volta mi ha ripetuto
che i rimedi ultimi dati al mondo, sono: il Santo Rosario e la devozione al
Cuore Immacolato di Maria.
La terza
volta mi disse: - Che, esauriti gli altri mezzi disprezzati dagli uomini, ci
offre con tremore, l’ultima ancora di salvezza: la Santissima Vergine in
persona, Sue numerose apparizioni, Sue lacrime, messaggi di veggenti sparsi in
tutte le parti del mondo;- e la Madonna disse ancora:-Che se non l’ascoltiamo e
continuiamo l’offesa, non saremo più perdonati.-
E’ urgente,
Padre, che ci si renda conto della terribile realtà. Non si vuole riempire le
anime di paura, ma è solo urgente richiamo, perché da quando la Vergine
Santissima ha dato grande efficacia al Santo Rosario, non c’è problema, né materiale
né spirituale, nazionale od internazionale, che non si possa risolvere col
Santo Rosario e coi nostri sacrifici. Recitato con amore e devozione, consolerà
Maria, tergendo tante lacrime dal Suo Cuore Immacolato.”
(Carlo)
mercoledì 18 marzo 2015
APOSTOLATO
DEDICATO AI
TESTIMONI DI GEOVA
La
Madonna Madre di tutti
“La Chiesa,
fin dalle sue origini e specialmente nei
momenti più difficili, ha contemplato con particolare intensità uno
degli avvenimenti della Passione di Gesù Cristo, riferito da S.Giovanni:
-Stavano presso la croce di Gesù Sua Madre, la sorella di Sua Madre, Maria di
Cleofa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la Madre e accanto a Lei il
discepolo che Egli amava, disse alla Madre: “Donna, ecco il tuo figlio!” Poi
disse al discepolo: “Ecco la tua Madre!” E da quel momento il discepolo La
prese nella sua casa.- (Gv 19,25-27)
Lungo la sua
storia, il popolo di Dio ha sperimentato questo dono, fatto da Gesù crocifisso: il dono di Sua Madre. Maria
Santissima è veramente madre nostra che ci accompagna nel nostro pellegrinaggio
di Fede, Speranza e Carità, verso l’unione sempre più intensa con Cristo, unico
Salvatore e Mediatore della Salvezza.” (Giovanni Paolo II).
“Gesù è il
nostro unico Maestro che deve istruirci, il nostro unico Signore dal quale
dobbiamo dipendere, il nostro unico Medico che ci deve guarire, il nostro unico
Pastore che ci deve nutrire, la nostra unica Verità che dobbiamo credere, il
nostro unico tutto in tutte le cose che ci deve bastare.
La devozione
alla Santa Vergine è un mezzo privilegiato per trovare Gesù Cristo
perfettamente, per amarLo teneramente
e servirLo fedelmente.” (Montfort) Questo centrale desiderio di amare
teneramente, viene subito dilatato in un’ardente preghiera a Gesù, chiedendo la
grazia di partecipare all’indicibile comunione d’amore che esiste fra Lui e Sua
Madre.
“Ogni volta
che tu pensi a Maria, Maria pensa per te a Dio. Ogni volta che tu dai lode e
onore a Maria, Maria con te loda e onora Dio. Maria è tutta relativa a Dio e io
la chiamerei benissimo la relazione di Dio, che non esiste se non in rapporto a
Dio, o l’eco di Dio che non dice e non ripete se non Dio. Se tu dici Maria,
Ella ripete Dio. Santa Elisabetta lodò
Maria e la disse beata per aver creduto (E beata Colei che ha creduto..
(Lc 1,45).
Maria l’eco fedele di Dio, intonò: “L’anima mia magnifica il Signore..” Ciò che Maria fece in quell’occasione, lo
ripete ogni giorno. Quando è lodata, amata, onorata o riceve qualche cosa, Dio
è lodato, Dio è amato, Dio è onorato, Dio riceve per le mani di Maria e in
Maria.”
“Maria è la
Vergine fedele che con la Sua fedeltà a Dio, ripara le perdite provocate da Eva
l’infedele con la sua infedeltà e ottiene la fedeltà a Dio e la perseveranza, a
quelli e quelle che si aggrappano a Lei.
Questa buona
Madre riceve sempre, per pura carità, tutto ciò che Le si dà in deposito; e
quando l’ha ricevuto una volta, in qualità di depositaria, è obbligata a
conservarcelo per giustizia, in forza del contratto di deposito; poveri figli
di Maria, la vostra debolezza è estrema, grande la vostra incostanza e il
vostro fondo è molto guasto. Riconosco: siete tratti dalla stessa massa
corrotta dei figli di Adamo ed Eva; ma non scoraggiatevi per questo;
consolatevi e gioite; ecco il segreto che vi insegno, un segreto sconosciuto
alla maggior parte dei cristiani, anche ai più devoti. Non lasciate il vostro oro e argento nelle
vostre casseforti, che sono già state scassinate dallo spirito maligno che vi
ha derubato; esse sono troppo piccole e fragili, troppo vecchie per contenere
un tesoro così grande e prezioso. Non affidate l’oro della vostra carità, l’argento
della vostra purezza, le acque delle grazie celesti, né i vini dei vostri
meriti e virtù a un sacco bucato, a un cofano vecchio e rotto, a un vaso sporco
e inquinato come voi siete; altrimenti sarete saccheggiati dai ladri, cioè i
demoni che cercano e spiano, notte e giorno, il tempo propizio per farlo;
altrimenti voi stessi guasterete, con il
cattivo odore dell’amore a voi stessi, della fiducia in voi stessi e della
volontà vostra, tutto ciò che Dio vi dà di più puro. Mettete, versate nel grembo e nel cuore di
Maria tutti i vostri tesori, tutte le vostre grazie e virtù; è vaso spirituale,
un vaso d’onore, un vaso insigne di devozione. Dopo che Dio Stesso in persona,
si è racchiuso con tutte le Sue perfezioni, in questo vaso, esso è diventato
tutto spirituale, dimora spirituale delle anime più spirituali.
Oh! Quanto è
felice un uomo che ha dato tutto a Maria, che si affida e si perde in tutto e
per tutto in Maria!
Egli è tutto
di Maria e Maria è tutto per lui.
Se qualche
critico, leggendo queste cose, pensa che qui parlo per esagerazione e spinto da
una devozione eccessiva, ahimé! Egli non mi capisce, sia perché è un uomo
carnale che non gusta le cose dello spirito, sia perché è del mondo che non può
ricevere lo spirito, sia perché è orgoglioso e critico, che condanna e
disprezza tutto ciò che non comprende.
Ma le anime che non sono nate dal sangue, né da volontà della carne, né
da volontà dell’uomo, ma da Dio e da Maria, mi sapranno comprendere e gustare;
ed è anche per queste che scrivo qui.” (Montfort) (segue)
(Carlo)
Tratto dal “Trattato della Vera devozione a Maria” del Montfort
mercoledì 11 marzo 2015
APOSTOLATO
COME RISPONDERE AI
TESTIMONI DI GEOVA
Chi sono
i testimoni di Geova
Il
fondatore, Russell, smette gli studi a 12 anni e segue il padre venditore di
stoffe. A 21 anni, senza alcuna istruzione, si mette a scrivere e pubblicare i
suoi studi biblici, pieni di errori di
ogni tipo, nonché falsificati abbondantemente.
Russell fonda il suo movimento in America nel 1870. Il suo successore
Rutherford nel 1931 dette l’attuale denominazione di testimoni di Geova e ne
curò l’organizzazione.
Considerano
religione (le altre religioni), politica e commercio come trinità di satana, ma
nel 1987 hanno chiesto allo Stato Italiano il riconoscimento della loro
Congregazione, allo scopo di poter ricevere l’8 per mille. Da sempre, ricavano
dal commercio delle loro pubblicazioni, molti miliardi. Racconta un
ex-testimone:”L’unico nostro impegno- si insegna ai neofiti- è quello di
minare, astuti come serpenti, la fede degli altri, rimpiazzandola con la
nostra. Quello che conta è risvegliare interesse per il nostro messaggio”
(Gunther
Pape: Io ero testimone di Geova)
Principali
negazioni nella loro dottrina
Negano la divinità di Gesù Cristo sostenendo che lo stesso Gesù ammette che
“Il Padre è maggiore di Me” (Gv 14,28)
quindi Egli non sarebbe Dio.
Risposta: Qui si rivela la malizia dei tdG i quali
prendono alla lettera le parole della Sacra scrittura, non tenendo conto di
tutto il contesto logico (estrapolazione). Infatti Gesù dice di essere
inferiore al Padre poiché si stava riferendo al Gesù Uomo. In molti altri passi
affermerà : “Chi dunque Mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’Io lo
riconoscerò davanti al Padre Mio che è nei Cieli; chi, invece, Mi rinnegherà
davanti agli uomini, anch’Io lo rinnegherò davanti al Padre Mio che è nei
Cieli” (Mt 10,32).
E ancora: Le
Mie pecore ascoltano la Mia voce…il Padre Mio che me le ha date, è più grande
di tutti…Io e il Padre, siamo una cosa sola.” (Gv 10,27-30) E ancora: “Perché
sappiate e conosciate che il Padre è in Me e Io nel Padre.” (Gv 10,37).
Inoltre: “Chi è il bugiardo, se non colui che nega che Gesù è il Cristo?
L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio,
non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio, possiede
anche il Padre.” (1° Gv 2,22-23)
Nel famoso
prologo di Giovanni si legge: “In principio era il Verbo, il Verbo era presso
Dio e il Verbo era Dio” (Gv 1,1) E
ancora: “Egli è l’immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura;
poiché per mezzo di Lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle
sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni,
Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in
vista di Lui, Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in Lui.” (Col
1,15-17) E ancora: “E’ in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza
della Divinità.” (Col 2,9)
Negano l’immortalità
dell’anima traducendo erroneamente
il Profeta Ezechiele (Ez 18,4) : “…l’anima morrà.” Ma la vera traduzione è
questa: “Tutte le vite sono Mie: la vita del padre e quella del figlio è
Mia; chi pecca morirà.” Ossia non sarà
castigato il figlio a causa del peccato del padre, ma solo chi pecca, sia padre
o figlio. Inoltre: “Dicono fra loro (gli stolti) sragionando: “E’ un fumo il
soffio delle nostre narici, il pensiero è una scintilla nel palpito del nostro
cuore. Una volta spentesi questa, il corpo diventerà cenere e lo spirito si
dissiperà come aria leggera.” (Sap 2,2-3)
“La pensano così, ma si sbagliano; la loro malizia li ha accecati, non
conoscono i segreti di Dio; non sperano salario per la santità, né credono alla
ricompensa delle anime pure. Sì, Dio ha creato l’uomo per l’immortalità; lo
fece a immagine della propria natura.” (Sap 2,21-23). Negando l’immortalità dell’anima i
geovisti non pregano per i defunti.
Nella
Trasfigurazione del Signore, davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni : “Ed ecco,
apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con Lui.” (Mt 17,3) Inoltre: “Le
anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà.
Agli occhi degli stolti parve che morissero; la loro fine fu ritenuta una
sciagura, la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace. Anche se
agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di
immortalità.” (Sap 3,1-4)
M a l’argomento
definitivo lo fornisce lo stesso Gesù quando dice: “E non abbiate paura di
quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete
piuttosto Colui che ha il potere di far -perire e l’anima e il corpo nella Geenna.” (Mt 10,28)
Anche nella
parabola del ricco Epulone, si descrive colui che soffre nell’Inferno e che
chiede di avvisare i suoi cinque
fratelli affinché si comportino bene per non meritare le stesse pene.
S.Pietro in
una sua lettera annuncia la visita di Gesù negli inferi dopo la sua morte :”E
in spirito andò ad annunziare la salvezza anche agli spiriti che attendevano in
prigione; (1° Pt 3,19) e ancora: “Ma
renderanno conto a Colui che è pronto a giudicare i vivi e i morti; infatti è stata annunziata la buona novella anche
ai morti perché, pur avendo subito, perdendo
la vita del corpo la condanna comune a tutti gli uomini, vivano secondo Dio
nello spirito.” (1° Pt 4,5-6). Anche Il martire Stefano morì invocando il
Signore Gesù: “E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: “Signore
Gesù, accogli il mio spirito.” (At 7,59). E infine S.Paolo : “Siamo pieni di
fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo ed abitare presso il Signore.
Perciò ci sforziamo, sia dimorando nel corpo, sia esulando da esso, di essere a
Lui graditi.” (2° Cor 5,8-9)
Negano lo Spirito Santo nonostante venga citato
moltissime volte nel Nuovo Testamento;
(Gesù) “dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: “ricevete lo
Spirito Santo”. (Gv 20,23) E negli Atti degli Apostoli si legge: “Ma Egli
rispose: “Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha
riservato alla Sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su
di voi…” (At 1,7-8).
Quando Maria
chiede spiegazioni all’Angelo, Costui Le risponde: “Lo Spirito Santo scenderà
su di Te, su Te stenderà la Sua ombra la potenza dell’Altissimo.” (Lc 1,35).
All’approssimarsi
della Passione Gesù dice ai discepoli: “Ora vi dico la verità: è bene per voi
che Io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore;”
(Gv 16,7) e ancora: “Quando però verrà
lo Spirito di Verità, Egli vi guiderà alla verità tutta intera…” (Gv 16,13) E poi: “Io pregherò il Padre ed Egli
vi darà un altro Consolatore, perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di
Verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce.” (Gv
14,17-17). Mentre i discepoli erano riuniti a pregare nel giorno di Pentecoste:
“Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su
ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo…” (At 2,3-4)
Poi l’ordine
di Gesù: “Andate dunque e ammaestrate tutte le Nazioni, battezzandole nel nome
del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo…(Mt 28,19).
Invece a chi
non crede nello Spirito Santo Gesù dice: “A chiunque parlerà male del Figlio
dell’uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito Santo non gli sarà
perdonata né in questo secolo, né in quello futuro.” (Mt 12,32)
Negano la risurrezione dei morti dicendo che alla fine del mondo non ci
sarà la risurrezione dei corpi, per il motivo che i corpi non possono essere
ammessi in cielo ove tutto è spirituale. A conferma di ciò citano 1° Cor 15,50
: “Questo vi dico o fratelli; la carne e il sangue non possono ereditare
il Regno di Dio, né ciò che è
corruttibile può ereditare l’incorruttibilità.” Ma poco prima lo stesso
S.Paolo puntualizza: “Altro è lo
splendore del sole, altro lo splendore della luna e altro lo splendore delle
stelle: ogni stella, infatti, differisce
da un’altra nello splendore. Così anche la risurrezione dei morti: si semina
corruttibile e risorge incorruttibile; si semina ignobile e risorge glorioso,
si semina debole e risorge pieno di forza; si semina un corpo animale, risorge
un corpo spirituale.” (1° Cor 15,41-44) Del resto S.Paolo mette in evidenza la
differenza tra il corpo terrestre e quello celeste: “Il primo uomo tratto dalla
terra è di terra,(Adamo) il secondo Uomo
viene dal cielo. Qual è l’uomo fatto di terra, così sono quelli di terra (i
suoi discendenti); ma quale il celeste, così anche i celesti (coloro a Lui
innestati).” (1° Cor 15,47-48) e prosegue: “Ecco vi annunzio un mistero: non
tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati in un istante, in un batter
d’occhio al suono dell’ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti
risolgeranno incorrotti e noi saremo trasformati. E’ necessario, infatti, che
questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale
si vesta di immortalità.” (1 Cor 15,51-53) Come si vede, il corpo del primo
uomo Adamo, tratto dalla terra è terrestre, come i suoi discendenti e come tali
non possono ereditare il Regno di Dio, cioè risorgere e andare in cielo. Invece
il corpo di Gesù, poiché è unito alla Divinità (essendo Gesù Uomo e Dio) è
celeste e quindi ha il diritto di ereditare il cielo come quelli da Lui redenti
i quali sono membra del Corpo Mistico.
Negano la Santissima Trinità asserendo che non la si trovi mai nella
Bibbia ed è parola sconosciuta ai primi cristiani. Invece il Credo che risale
agli Apostoli dice proprio: “Credo in Dio Padre Onnipotente..e in Gesù Cristo,
nostro Salvatore..e nello Spirito Santo..” La Santissima Trinità è la
rivelazione del Nuovo Testamento nel quale innumerevoli volte si parla di Lei.
Baste per tutte questa: dice Gesù: “Andate dunque e ammaestrate tutte le
Nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo,
insegnando loro ad osservare tutto ciò ch vi ho comandato.” (Mt 28,19-20)
Negano l’Eucaristia,
nonostante Gesù dica chiaramente: “In verità, in verità vi dico: se non
mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il Suo sangue, non avrete
in voi la vita. Chi mangia la Mia carne e beve il Mio sangue ha la vita eterna
e Io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la Mia carne è vero cibo e il
Mio sangue vera bevanda. Chi mangia la Mia carne e beve il Mio sangue, dimora
in Me ed Io in lui.” (Gv 6,53-6)
Negano
la confessione istituita dallo stesso Gesù : “Dopo aver
detto questo, alitò su di loro e disse: ricevete lo Spirito Santo; a chi
rimetterete i peccati, saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno
non rimessi.” (Gv 20,22-23)
Negano l’Inferno nominato anche nel Vecchio Testamento : “Mucchio di
stoppa è una riunione di iniqui; la loro fine è una fiammata di fuoco.” (Sir
21,9) e nel Nuovo Testamento: “Poi dirà a quelli alla Sua sinistra: Via,
lontano da Me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i
suoi angeli.” (Mt 25,41).
In tutto il
Vangelo l’inferno viene nominato ben 14 volte!
Negano
il Purgatorio e poiché si parla espressamente di
preghiera per i defunti nel libro dei Maccabei, i testimoni di Geova rigettano
come apocrifo tutto il libro. Infatti Giuda, raduna l’esercito e :”Poi fatta
una colletta, con un tanto a testa per circa 2000 dracme d’argento, le inviò a
Gerusalemme perché fosse offerto un sacrificio espiatorio, agendo così in modo
molto buono e nobile, suggerito dal pensiero della risurrezione. Perché se non
avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe stato
superfluo e vano pregare per i morti…Perciò egli fece offrire il sacrificio
espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato.” (2° Mac
12,43-45) E ancora: “Quando vai con il tuo
avversario davanti al magistrato, lungo la strada procura di accordarti con lui,
perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni
all’esecutore e questi ti getti in prigione. Ti assicuro, non ne uscirai finché
non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo.” (Lc 12,58-59)
Molte altre
obiezioni fatte dai geovisti, possono essere contestate, ma per ora bastino
queste che sono certamente sufficienti a demolire il loro pensiero
colpevolmente infedele.
(Carlo) a cura del Senatus della Legione di Maria di
Roma
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