lunedì 17 giugno 2019

ATTUALITA'

“Non giudicate affinché non siate giudicati “          (Mt 7,1)
Questo comandamento di nostro Signore, è rivolto esclusivamente al giudizio di condanna verso il nostro prossimo, ma non si può estendere in ogni direzione come molti ipotizzano.
Il buon cristiano deve astenersi dal giudicare il comportamento del nostro prossimo, condannandolo, perché noi non siamo mai in grado di farlo, sia per i nostri limiti, sia per la nostra imperfetta conoscenza dell’individuo che stiamo frequentando. Nessuno, tranne il Creatore, è in grado di scandagliare l’animo umano e giudicare in perfetta buona fede. Il nostro io è sempre presente nel nostro giudizio e condiziona pesantemente le nostre conclusioni. Per questo, Gesù, meravigliosamente saggio, ci proibisce  di voler togliere la pagliuzza dall’occhio del vicino ( in definitiva,condannandolo), prima di aver tolto la trave presente nel nostro. Non è difficile interpretare la trave come il grande ostacolo della nostra personalità.
Ma, estendere questa proibizione alle continue scelte che il cristiano giornalmente deve fare, e quindi al continuo giudizio esercitato, è certamente paralizzante ed erroneo.
Ad ogni tentazione che mi si presenta, devo opporre il filtro del mio giudizio, per stabilire, secondo i dettami di Cristo, se sia o meno in linea con questi principi evangelici. Quindi, mille volte al giorno sono sollecitato a giudicare, perché la tentazione è instancabile e tale deve essere il mio comportamento.
Dice Gesù: “Se il fratello tuo ha peccato contro di te, và e ammoniscilo tra te e lui solo…”(Mt 18,15-20).
E’ implicito, quindi, che il giudizio è stato esercitato, dal momento che la vittima chiede spiegazioni, “ammonendo” il peccatore. L’ammonizione, quindi, presuppone il giudizio di colpevolezza, colpevolezza che, in caso di resistenza dell’oppositore, viene portata davanti agli anziani al fine di ricevere giustizia.
Male fanno tutti coloro che, strumentalizzando il consiglio evangelico, insistentemente impediscono al cattolico ignorante, di mettere in atto le ispirazioni dello Spirito Santo e impediscono l’adesione entusiasta del credente, lasciandolo in una oscura nube di colpevole indecisione.
(Carlo)

SPIRITUALITA'


PREGHIERA  ALLA  MADONNA-
Madonna mia dolcissima
Madonna addolorata
In questi mesi quanto Ti ho invocata!

Mentre io Ti prego con amore,
capisco che Tu senti il mio dolore.
Questo dolore, come una spada,
mi trafigge il cuore.

Tu l’hai provato
o Madre Addolorata,
ascolta questa madre disperata.

La Tua preghiera, insieme con la mia,
offriamole al Signore come dono,
così verso di me sarà più buono.

Solo attraverso Te o Vergine Maria,
Gesù potrà ascoltare
questa supplica mia.

Tersilia D.T.


domenica 2 giugno 2019

SPIRITUALITA'


IL  SANTO  ROSARIO-
Il Rosario consta di due orazioni: quella mentale e quella vocale. La prima consiste nella meditazione dei principali Misteri della Vita, della Passione e della Gloria di Gesù Cristo e della Sua Santissima Madre.
La preghiera vocale consiste nella recita di quindici decine (Rosario completo) di Ave Maria, precedute da un Padre nostro. Vengono considerati cinque misteri, rispettivamente  Gaudiosi, Dolorosi, Gloriosi. S.Giovanni Paolo II ne ha aggiunto un altro chiamato Mistero della Luce.
Questa speciale preghiera ha per scopo di onorare e di imitare i Misteri e le Virtù di Gesù e di Maria.
-Itinerario storico-
Alla fine dell’XI secolo, si passò dalla recita dei 150 Salmi a quella di 150 Padre nostro. Con l’avvento del XII secolo, il Rosario viene modificato recitando solo 150 Ave Maria, ma limitatamente alla prima parte.
S.Domenico (1170-1221) si adoperò con grande zelo alla diffusione del Rosario, specialmente dopo l’apparizione della Vergine che ebbe luogo nella Cappella ove egli era solito preparare la sua omelia ; egli, infatti, preparava i suoi famosi discorsi dopo la recita del Rosario, poiché desiderava incidere negli animi degli ascoltatori. La Vergine, dunque, pur apprezzando l’omelia che S.Domenico aveva preparato, gli offrì un testo migliore che lui accettò ben volentieri.
Dopo tale esperienza, il Beato Alano della Rupe, anche lui domenicano e innamorato del Rosario, scrisse che tutti i Predicatori fanno recitare, all’inizio dell’omelia, un’Ave Maria per assicurarsi il divino favore.
La stessa Vergine aveva spiegato a S.Domenico, che non ci si doveva meravigliare se gli oratori non riuscivano nel loro scopo, perché essi lavoravano un terreno non ancora irrigato dalla pioggia. Diceva Maria: “Sappiate che quando Dio volle rinnovare il mondo, mandò prima la pioggia del Saluto Angelico; in tal modo e non altrimenti, il mondo fu riformato. Nelle vostre prediche, esortate dunque a recitare il Mio Rosario; sarà allora che otterrete molte conversioni.”
Solo nel 1483 apparve nei documenti, l’Ave Maria completa anche della seconda parte e il Gloria entrò nella recita del Rosario, solo all’inizio del XVII secolo.
Domenico di Prussia, certosino di Treviri (+ 1461) mise in atto una variazione, secondo la quale, subito dopo il nome di Gesù che segnava la fine della salutazione angelica, aggiunse 50 clausole che richiamavano il Vangelo; le parole di lode a Maria convergevano nel Cristo, contemplato nei Suoi Misteri ed  egli lo chiamò Rosario Mariano.” Con l’approvazione ufficiale di S.Pio V (1659), Maria non è più solo un capolavoro di grazia e di virtù, da imitare e contemplare per trovare il Signore, ma è la grande Avvocata delle grazie salvifiche”. (De Fiores)
Significato del Rosario
Il Rosario dunque, ha per scopo:
-onorare le tre Persone della Santissima Trinità
-onorare la Vita, la Morte e la Gloria di Gesù Cristo
-imitare la Chiesa Trionfante
-modellarsi sulle tre parti, quella che riguarda la vita purgativa, quella illuminante e quella unitiva
-colmarci di Grazie in questa vita, di pace in morte e di Gloria nell’eternità
Si dice che il nome “Rosario” sia tratto dalle rose che vengono poste in capo a Gesù e a Maria, quando vengono recitate le Ave Maria. Questa simbolica corona di rose veniva offerta alla Madonna ad imitazione del vassallo che offriva un mazzo di fiori alla sua sovrana.  Alfonso Rodriguez recitava il Rosario con tale ardore, e spesso uscivano dalla sua bocca, ad ogni Padre nostro, una rosa vermiglia e ad ogni Ave, una rosa bianca.
Il Beato Alano della Rupe, fu visitato spesso dalla Santa Vergine, allo scopo di istruirlo circa i mezzi per assicurare la salvezza delle anime. Nelle tentazioni e orribili persecuzioni, mossegli dai demoni che lo riducevano in grande tristezza prossima alla disperazione, la Santa Vergine lo consolava, dissipando con la Sua soave Presenza, tutte quelle nubi e quelle tenebre che lo opprimevano. Fu Lei, che gli insegnò il metodo per recitare il Rosario e lo istruì intorno all’eccellenza e ai frutti del medesimo.
Circa il Rosario,si raccontano molti fatti miracolosi avvenuti nelle epoche passate, ma spesso l’orgoglio dei dubbiosi induce a negare molti di questi fatti, anche se accertati, col pretesto che non li si leggono nella Sacra Scrittura. Ma è questo il tranello teso da satana in cui sono caduti gli eretici, negatori della Tradizione e in cui, senza accorgersene, cadono pure i critici dei nostri giorni, negando fede a ciò che non comprendono, o che loro non torna conto, senz’altro motivo per comportarsi in questo modo, all’infuori dell’orgoglio e della sufficienza del loro proprio spirito.
(fonte: S.De Fiores e S.Luigi M. di Montfort)
(Carlo)


martedì 23 aprile 2019

SPIRITUALITA'


IL  SABATO  GIORNO  DI  MARIA-
Durante l’Apparizione di Fatima, l’Angelo chiese ai piccoli veggenti di comunicarsi  nei primi sabati del mese, per riparare i peccati degli uomini. La Madonna, prevedendo la forte crisi di fede che avrebbe colpito il mondo moderno, chiese la devozione del sabato per contrastare questa nostra aridità di cuore.
E questo sabato è il giorno della perfetta fede di Maria.
La scelta del sabato non è casuale. Questo giorno che segue il venerdì di Passione, è un giorno fatto di silenzio e meditazione. Il giorno prima, il venerdì, è un giorno febbricitante, ove le azioni si susseguono senza sosta e le urla degli aguzzini e del popolo sovrastano la sofferenza e il pianto dei discepoli.
Poi, una volta posto il corpo di Gesù nel sepolcro e chiusolo con una grande pietra, tutto ammutolisce e ogni speranza viene meno. Sappiamo dai discepoli di Emmaus che tutti i seguaci di Gesù sono abbattuti e senza più speranze. Solo Maria è lì, immobile, ma piena di fede perché crede fermamente nella Resurrezione del Figlio; Lei sola in quel momento è la Chiesa. “Maria fu la fiamma ardente, la lampada inestinguibile che illuminò con la Sua Fede, la terribile notte della Passione. Mentre tutto intorno a Lei vacillava paurosamente, Ella come colonna immobile, stava. Inoltre Lei offrì alla Giustizia Divina il sacrificio del Figlio per la salvezza del genere umano. Fu durante la Passione che Maria conquistò la corona e meritò di essere associata alla Redenzione del Figlio” (R.De Mattei) Sì, questo sabato silenzioso fu il giorno più amaro che Maria dovette sopportare e nel quale Lei provò lo stesso abbandono di Gesù sulla Croce: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” Nessuna fede è intensa più di quella di Maria, Lei è veramente “Colei che ha creduto”.
Durante la Crocifissione, vi era stato qualche lampo di luce: gli atti di fede del buon ladrone, quello del centurione, i quali riconoscevano la natura divina del Cristo nell’ora più buia, ma il sabato, Maria rimase sola, sola con il Suo dolore e con la Sua eroica Fede. Tutti, senza eccezione, abbandonarono Gesù, ritenendo conclusa la Sua avventura umana “Solo Maria compendiò nel Suo Cuore la fede della Chiesa e per questo Ella è stata il cuore della Chiesa. Nelle tenebre della Passione, Maria splendette in maniera eccelsa. Ella fu la città posta sul monte (Mt 5,14), l’arcobaleno tra le nubi (Gn 9,13), il vessillo sollevato tra le Nazioni (Is 62,10), la fiaccola che splende in luogo oscuro(2Tol 1,19). Maria ha il misterioso compito di farci giungere alla Fede e su di Lei riposa la Fede di tutti i secoli; Ella infatti, secondo S.Luigi di Montfort, con il consenso dell’Altissimo, ha conservato la Fede, nella gloria, per mantenerla nella Chiesa militante nei Suoi più fedeli servitori. Tra i principali frutti della Vera devozione alla Madonna, è appunto la partecipazione alla Fede di Maria . Divampi nel mondo la Fede di  Maria e presto, quanto prima, si compia la meravigliosa promessa:”Infine il Mio Cuore Immacolato trionferà.” “(R.De Mattei)
(Carlo)

domenica 7 aprile 2019

ATTUALITA'

LETTERA AD UN AMICO AGNOSTICO- Caro Enrico poiché probabilmente non avremo occasione per scambiarci ancora le nostre opinioni, essendo cessate (me lo auguro) le manipolazioni del piede infortunato, vorrei portare a termine, anche se non esiste una conclusione definitiva, le nostre chiacchierate con queste considerazioni che non hanno avuto , per motivi di tempo, una speculazione degna della loro importanza. Confido nella tua capacità di ascoltare, come tu stesso mi hai detto e ne approfitto volentieri per continuare un po’ il nostro discorso in materia di religione. So che sto rischiando una tua reazione sfavorevole, ma il mio intento è assolutamente altruistico e dotato di semplice amore per il prossimo. Alla mia età, dopo aver conosciuto tante traversie della vita, della mia e di tante altre (l’apostolato svolto per 46 anni mi ha fatto conoscere da vicino un’infinità di drammi) credo di avere una visione molto “panoramica”della normale esistenza umana. La proverbiale saggezza dei vecchi non è così fantasiosa, non ti pare? Mi risulta che spesso siamo messi di fronte a delle scelte il cui sviluppo ci è oscuro. Ogni scelta possiede altre possibili opzioni e così, a cascata, ne sorgono altre. Per quanto ci spremiamo le meningi, non abbiamo alcuna garanzia di aver successo. Un detto biblico dice: “Invano si affannano i costruttori, se Dio non costruisce la casa.” L’unione matrimoniale In verità, sbagliare una scelta quale per esempio, quella matrimoniale, equivale ad andare incontro ad una vita d’inferno; questo vale sia per il matrimonio religioso sia per quello civile compresa la convivenza! Infatti anche la soluzione apparentemente più sicura relativa alla convivenza, non esclude affatto un esito negativo, anzi, porta in sé i germi di una dissoluzione, perché fondare una società senza la fiducia reciproca, ma creare legami indissolubili, come quello relativo ai figli, può portare a conseguenze devastanti inimmaginabili, creando un mare di infelicità. Penso a quelle situazioni complicate che stanno accadendo in questi tempi a molte famiglie “allargate” dove una madre con figli lascia il marito e fa figli con un altro, mentre nel frattempo il marito si unisce ad un’ altra donna con la quale fa altri figli! Gli odi che si scatenano in simili famiglie (a causa di affetti mancati ed eredità) sono descritti nelle cronache odierne. E tutto ciò a che prò? Queste persone irresponsabili, dopo una vita priva di affetti, bersagliati dalle lotte legali, impoverite dalle sentenze pecuniarie, vengono abbandonate nel periodo della vecchiaia, proprio quando sarebbe più necessario essere assistiti ed amati e finiscono la loro vita in un cronicario pubblico, anteprima dell’inferno! Chi non conosce un cronicario pubblico non può capirmi. Può sembrare esagerato ma non lo è per tante famiglie distrutte che seguono la moda delle convivenze! Il matrimonio cattolico Vediamo invece la situazione di coloro che hanno seguito la saggia tradizione del matrimonio cattolico (l’unico vero matrimonio riflettente l’unione di Gesù con la Sua Chiesa) ove la promessa solenne degli sposi di prodigarsi l’uno verso l’altro nel bene e nel male FINO ALLA MORTE, quindi una promessa di totale donazione senza alcun limite, procura una CERTEZZA superiore di molto all’insicurezza tipica delle altre unioni. Il matrimonio in Chiesa, ove Dio convalida con la Sua Presenza le intenzioni degli sposi donando loro la Grazia per mantenere gli impegni assunti, cosa non facile per coloro che credono di poter fare a meno di questa garanzia divina, possiede la capacità di creare una famiglia positiva unita, ove regni l’amore e faccia superare le immancabili prove di una vita in comune. Anzi, di più, hanno la garanzia di unirsi in modo tale da costituire spiritualmente una sola persona. Dice Gesù: “ Pertanto non saranno più due, ma una carne sola. Non separi dunque l’uomo, ciò che Dio HA CONGIUNTO” : (Matteo 19,6) La certezza che possiede lo sposo cristiano è impagabile. E’ vero, nonostante questi solenni impegni sottoscritti, l’uomo con la sua naturale debolezza, spesso li disattende, ma la percentuale dei fallimenti è molto ridotta rispetto a quelle unioni che per contratto non si assumono responsabilità. Inoltre, esiste nel matrimonio religioso, una interiore soddisfazione che accompagna gli sposi per tutta la loro vita e che è quella di aver adempiuto ad un compito creativo sollecitato da Dio Padre della vita. Io, sposo, obbedisco al comando divino accettando il piano creativo che Dio ha disposto per me, consentendo la prosecuzione della specie umana. Dio infatti, ama l’uomo e desidera lo sviluppo della popolazione umana. La fedeltà dei due coniugi assume un’importanza capitale e garantisce la conservazione del matrimonio nonostante le tentazioni a cui spesso andiamo incontro. La Grazia che Dio ha donato nella cerimonia matrimoniale liturgica, sarà di grande aiuto per tutta la vita. Ne beneficeranno anche i figli che vivranno la loro infanzia in un clima amorevole e non di lotta. Inoltre, e quì lo posso testimoniare in prima persona, conservare l’unione matrimoniale nella vecchiaia è uno dei più grandi doni che Dio faccia agli sposi. L’amore infatti non cessa con l’età ma si rafforza e diviene sublime. I figli Tutti sappiamo che i figli sono un dono ma sappiamo anche che costituiscono una forte responsabilità, perché dopo averli messi al mondo possediamo la facoltà di renderli forti o deboli, felici o infelici, virtuosi o reprobi. Poiché “l’uomo non vive di solo pane” ma ha bisogno, un bisogno estremo, di avere un’anima appagata. I figli, infatti, non si accontentano di essere nutriti fisicamente o di essere soddisfatti nelle loro esigenze di ogni giorno, ma necessitano di avere chiare interpretazioni di ogni esperienza che capita loro di incontrare. Non so se suo figlio stia attraversando l’epoca dei “perché”, ma certamente arriverà presto e durerà tanto fino a che non si sentirà sicuro. In questo periodo (ma anche oltre) è importante fornirlo di risposte oneste e veritiere, perché in difetto, si rivolgerà in altri siti ove il rischio è immenso. Lei capisce a cosa mi riferisco. Insegnare che non esista un Creatore, che lo scopo della vita sia solo un fenomeno animale che cessa con la morte e non vi sia un prolungamento ultraterreno tale da giustificare le molte sofferenze di questa esistenza, significa spingere un bambino a considerare la vita come un’occasione imperdibile di enorme egoismo con tutte le conseguenze nefaste che un tale ragionamento porta con sé. Se infatti ho solo questa vita per essere felice, perché devo privarmi di ogni gioia, se pur a scapito degli altri? Perseguirò il mio tornaconto e il mio prossimo sarà costituito da scalini che io calpesterò, perché non ho alcuna remora né fisica né morale. Anche nei riguardi delle donne, che riterrò come semplici strumenti di piacere, cercherò solo la soddisfazione del mio ego e fuggirò da ogni responsabilità, compresi i figli che eventualmente nascessero. In economia poi, non avrebbe senso essere onesti e rispettosi della proprietà altrui, ma seguirò sempre il mio tornaconto. E così di questo passo! Non so quanti di noi gradirebbero avere un figlio così. Sono certo che l’amicizia gli sarebbe sconosciuta e vivrebbe una vita arida e disperata, maledicendo il giorno della sua nascita. Volutamente ho calcato la mano, ma il mio pensiero onesto e sincero vorrebbe influenzarti positivamente affinchè tu Enrico, non commetta il grande errore di non acconsentire alla formazione religiosa cattolica di tuo figlio. Io posseggo una grande esperienza in questo campo e conosco tutti i pericoli che un giovane potrebbe incontrare se non munito di una sana disciplina interiore. Noi adulti possiamo permetterci qualche defezione temporale che consente alla fine un rientro nei ranghi, ma per un giovane la cosa può divenire drammatica perché non possiede i “filtri” costituiti dalla vita vissuta e potrebbe perdersi definitivamente con la droga, la superstizione, le sette, la malavita, la magia, il satanismo, etc.etc. Dio non voglia che questo accada, perché tutto ciò cadrebbe su di noi, annientandoci. “Lo libererò perché a me si è legato, lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il Mio Nome. Mi invocherà e Io gli darò risposta; nell’angoscia Io sarò con lui, lo libererò e lo renderò glorioso.” (Salmo 91) Cordialmente. (Carlo)

domenica 17 marzo 2019

SPIRITUALITA'

CONSIDERAZIONI MARIANE 1° PARTE L’Immacolata L’Immacolata ci ricorda l’esistenza del peccato originale, peccato da cui Lei è stata preservata in considerazione dei meriti di nostro Signore Gesù Cristo. “E’ una figura di luce che si staglia in un mondo tenebroso, un raggio di speranza nella notte del peccato” (S. De Fiores). Acconsentendo alla tentazione demoniaca, Adamo ed Eva vollero essere padroni di se stessi e decidere su ciò che è bene e ciò che è male. Ricordiamo le parole del tentatore: “No che non morreste. Anzi Dio sa che quando ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male.” (Gn 3,4-5). Questo primo peccato “fondamentalmente è stato un respingere Dio come centro e polo orientatore della propria vita, per fare sé stesso arbitro dei propri comportamenti, discriminatore del bene e del male: l’uomo ha sentito davvero le vertigini della sua “somiglianza” con Dio ed ha fatto il tentativo di sostituirGlisi. E’ quanto insinua in maniera scoperta satana, quando dice alla donna che gli aveva riferito della minaccia di Dio, qualora avessero mangiato dell’albero proibito: “No, voi non morrete…” satana dipinge Dio come un rivale dell’uomo, quasi geloso della Sua creatura e interessato a tenerla in soggezione: la morte di Dio nel cuore dell’uomo incomincia da quel momento! Da sempre, l’uomo è sedotto e affascinato dalla tentazione dell’ateismo. L’essenza più velenosa ed amara del peccato, è precisamente questa: fare a meno di Dio, visto e sentito come un limite alla propria capacità di affermarsi come valore autonomo.” (R.Kock) Quindi il peccato dei progenitori non è stata una semplice disobbedienza, come molti erroneamente credono, ma una desiderata sostituzione del Creatore, cosicché l’uomo diventi padrone di Dio. Le conseguenze terribili di tale comportamento sono state di natura sociale e cosmica: turbamento tra uomo e donna ritenendosi per la prima volta nudi (Gn 3,7), spaccatura tra la creazione e l’umanità e lotta continua fra le due discendenze, quella dell’uomo e quella del demonio. Ma le conseguenze precipitano presto con l’episodio della Torre di Babele (Gn 11,4-9),quella di Caino e Abele (Gn 4,8-11), degradazione morale sfociata con il Diluvio Universale (Gn 6,5-12) e infedeltà all’Unico Dio affermata dai profeti quali Geremia, Osea ed Ezechiele. Del resto il diluvio è un segno di maledizione dato alla terra (Gn 3,17/ 8,21-22). Anche oggi spesso l’uomo cerca di fare a meno di Dio e, pur ottenendo ritrovati scientifici di altissimo livello, gli è impedito di padroneggiarli (atomica, inquinamento etc). Ma tutto questo non deve portare al fatalismo o alla rassegnazione perché il progetto di Dio è quello di aprire uno spiraglio alla speranza e alla vittoria sulle forze del male, spiraglio che si allargherà sempre di più, fino ad avere un carattere definitivo con la Redenzione operata da Cristo. Dopo il peccato originale, Dio non abbandona l’uomo, ma si prende cura di lui e farà balenare un futuro di salvezza, promettendo la Sua benedizione a Set, Noè, Set, Abramo, Isacco, Israele, Davide, fino alla venuta di Gesù. Nell’annuncio dell’Arcangelo Gabriele a Maria, viene usato il termine “piena di Grazia” indicando che in Lei permane il favore divino; infatti poco dopo si dice:”Hai trovato grazia presso Dio”. La Vergine non è chiamata solo per sé stessa ma in funzione di tutto il genere umano. Quando Elisabetta la vede arrivare da lontano esclama:”Benedetta Tu fra tutte le donne” (Lc 1,42); nel linguaggio biblico chi è benedetto vuol dire che si viene resi partecipi delle promesse divine, contribuendo attivamente alla loro realizzazione. Maria infatti si proclama “serva del Signore” e per questo collaborerà nella storia della Salvezza. (Es 14,31-Sal 78-70- Gaudium e spes 24-29-Ger 7,25) Anche i cristiani sono oggetto dell’amore di Dio insieme a Maria; infatti fin dall’antichità Egli ci ha scelti ed amati per essere Suoi figli santi, cioè consacrati al Suo servizio . E tutto questo in vista della Redenzione con la quale ci ha liberati dalla schiavitù del demonio il quale ci aveva sottoposti all’influsso malvagio della potenza del peccato. (Rm 3,23-Rm 5,12-19). Maria però è stata redenta dal peccato in maniera preventiva e non liberativa, poiché Lei non è stata proprietà del demonio neppure per un istante . Maria, la nuova Eva, è una credente perfetta ed è associata all’opera redentiva: Cristo, non solo è all’origine della Sua missione, ma ne è il fine. “Maria è completamente unita a Dio ed è refrattaria al compromesso con il peccato. Ella non è divisa tra l’ascolto di Dio e del maligno (come è avvenuto per Eva) e non conosce connivenze con il male. L’incontro con Lei, porta progressivamente ad eliminare l’io incoerente che mina la testimonianza cristiana, rendendola opaca.”(S. De Fiores). L’unione di Maria con lo Spirito Santo fa dire al beato Padre Kolbe che l’Immacolata è l’incarnazione dello Spirito Santo perché, essendo una concezione increata infinitamente santa e immacolata, suggerisce questa unione ineffabile perché Sua Sposa.: “se fra le creature, una sposa riceve il nome dello sposo per il fatto che appartiene a lui, si rende simile a lui e in unione con lui, diviene fattore creativo di vita, quanto più il nome dello Spirito Santo,” Immacolata Concezione” è il nome di Colei nella quale Egli vive di un amore fecondo in tutta l’economia soprannaturale.” Maria Corredentrice Due sono i titoli regali di Maria: la Sua divina Maternità e la Sua associazione all’opera della Salvezza. Scrive Pio XI : “Quale pensiero potremmo avere più dolce e soave di questo, che Cristo è nostro Re, non solo per diritto nativo, ma anche per diritto acquisito e cioè per la Redenzione? Ripensino tutti gli uomini dimentichi, quanto costammo al nostro Salvatore -Non siete stati redenti con oro o argento, beni corruttibili…ma col Sangue prezioso di Cristo, Agnello immacolato e incontaminato (1Pt 1,18-19). Non apparteniamo dunque a noi stessi, perché Cristo a caro prezzo ci ha comprati.” Dice S.Anselmo: “Dio è Signore di tutte le cose, perché le ha costituite nella loro propria natura con il Suo comando e Maria è Signora di tutte le cose, riportandole alla loro originale dignità con la Grazia che Ella meritò. Infatti, come Cristo, per il titolo particolare della Redenzione, è nostro Signore e nostro Re, così anche la Vergine Maria (è nostra Signora) per il singolare concorso prestato alla nostra redenzione, somministrando la Sua sostanza o offrendoLo volontariamente per noi, desiderando, chiedendo e procurando in modo singolare la nostra Salvezza…In maniera simile a quella con cui Eva fu associata ad Adamo, principio di morte, sicché si può affermare che la nostra redenzione si compì secondo una certa “ricapitolazione”, per cui il genere umano, assoggettato alla morte per causa di una vergine, si salva anche per mezzo di una Vergine; se inoltre si può dire che questa gloriosissima Signora venne scelta a Madre di Cristo proprio “per essere a Lui associata nella redenzione del genere umano” e se realmente fu Lei che esente da ogni colpa personale o ereditaria, strettissimamente sempre unita al Suo Figliolo, Lo ha offerto sul Golgota all’Eterno Padre, sacrificando insieme l’amore e i diritti materni, quale nuova Eva, per tutta la posterità di Adamo, macchiata dalla sua caduta miseranda; se ne potrà legittimamente concludere che, come Cristo, il nuovo Adamo è nostro Re, non solo perché Figlio di Dio, ma anche perché nostro Redentore, così, secondo una certa analogia, si può affermare parimenti che la Beatissima Vergine è Regina, non solo perchè Madre di Dio, ma anche perché, quale nuova Eva, è stata associata al nuovo Adamo. E’ certo che in senso pieno, proprio e assoluto, soltanto Gesù Cristo, Dio e Uomo, è Re; tuttavia anche Maria, sia come Madre di Cristo Dio, sia come socia nell’opera del Divin Redentore e nella lotta con i nemici e nel trionfo ottenuto su tutti, ne partecipa la dignità regale, sia pure in maniera limitata e analogica. Infatti da questa unione con Cristo Re, deriva a Lei tale splendida sublimità, da superare l’eccellenza di tutte le cose create; da questa stessa unione con Cristo nasce quella regale potenza per cui Ella può dispensare i tesori del Regno del Divin Redentore; infine, dalla stessa unione con Cristo, ha origine la inesauribile efficacia della Sua materna intercessione presso il Figlio e presso il Padre” (S. De Fiores) (Elaborazione da “Maria presenza viva nel popolo di Dio” di S. De Fiores) (Carlo)

martedì 5 febbraio 2019

SPIRITUALITA'

PROFEZIA DEI CINQUE REGNI- Nel libro di Daniele (2,1-45) si narra la storia di Nabucodonosor, re di Babilonia, il quale, avuto un sogno enigmatico, era caduto in prostrazione a causa di tale sogno angosciante. Il re decise quindi di chiamare i suoi maghi di corte ma, timoroso che essi potessero ingannarlo come era già avvenuto in passato, escogitò un modo infallibile, affinchè essi dovessero dar prova necessariamente della loro capacità di indovini. Pertanto, chiese loro di rivelargli il suo sogno e la sua interpretazione, senza fornire loro la materia di tale sogno. Tutti i maghi, costernati e preoccupati per la loro incolumità (il re aveva deciso di ucciderli se non fossero stati all’altezza del loro compito) chiedono insistentemente che il re comunichi loro il sogno avuto, perché nessuno al mondo può sapere cosa il re abbia sognato, se non lui solo. Di fronte a tale atteggiamento, Nabucodonosor dette ordine che tutti i maghi venissero uccisi. Daniele, venuto a sapere della cosa dal capitano delle guardie, poiché era detenuto in carcere, chiese di informare il re che lui, con l’aiuto di Dio, avrebbe spiegato tale sogno dopo un breve lasso di tempo. E così, lui e i suoi compagni, invocarono il Signore perché li assistesse. E così fu. Introdotto dal re, Daniele asserì che nessuno poteva essere in grado di interpretare il sogno se Dio, il Re dei Re, non lo avesse comunicato ai suoi fedeli. Così egli inizia: “Tu, o re, stavi guardando: or ecco apparire una statua molto grande e di straordinario splendore. Essa torreggiava davanti a te e aveva un aspetto terribile. La sua testa era d’oro puro; il petto e le sue braccia d’argento; il ventre e i suoi lombi, di bronzo; le sue gambe di ferro e i suoi piedi, in parte di ferro e in parte di creta. Tu stavi guardando, quand’ecco, una pietra sciolta, non lanciata da alcuno, colpì la statua nei piedi di ferro e di creta e li spezzò. Allora si frantumarono tutti insieme, ferro e creta e rame e argento e oro: divennero come pula dell’aia nell’arsura estiva e il vento li disperse senza lasciarne traccia; invece la pietra che aveva colpito la statua, diventò un grande monte che riempì tutta la terra. Questo fu il sogno; ora sveleremo davanti al re, il suo significato. Tu, o re dei re, che hai ricevuto dal Dio del Cielo il regno, la fortezza, la potenza e la gloria e a cui ha dato in potere, dovunque abitino i figli degli uomini, le bestie dei campi e gli uccelli del cielo, tu sei il capo d’oro (626-539 A.C.). Ma dopo di te sorgerà un altro regno (argento-il regno Medo-Persiano - 539-330 A.C.) inferiore al tuo, poi un terzo regno (impero Greco-Macedone-330-64 A.C.) di bronzo, che avrà il dominio su tutta la terra. E finalmente un quarto regno (ferro-impero romano- 64 A.C.) che sarà forte come il ferro: il ferro schiaccia e stritola tutto, così quello stritolerà e farà sparire tutti gli altri. E in quanto l’aver tu visto i piedi e le dita, in parte di creta e in parte di ferro, ciò significa che sarà un regno diviso, tuttavia avrà qualcosa della consistenza del ferro, perché tu vedesti del ferro mescolato all’argilla; e poiché le dita dei piedi erano in parte di ferro e in parte di creta, vuol dire che una parte del regno sarà resistente e una parte invece, più fragile. Il fatto di aver tu visto ferro mescolato all’argilla, significa che si mescoleranno per semenza umana, ma non faranno un corpo solo l’uno con l’altro, come il ferro non si amalgama con la creta. Ma al tempo di quei re, il Dio del Cielo farà sorgere un Regno che non verrà più distrutto in eterno (il Regno Messianico) e la cui sovranità non verrà trasmessa ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti questi regni, mentre esso durerà per sempre, appunto come tu hai veduto che una pietra, senza alcun intervento umano, si staccò dal monte e ridusse in polvere ferro e rame e creta e argento e oro.” Più tardi Isaia (circa 700 anni prima di Cristo) (28,16) dirà: “Per questo, così dice il Signore Dio: ecco Io metto a fondamento di Sion una Pietra, una Pietra scelta, angolare, preziosa, ben fissata; chi vi si appoggia, non vacillerà.” E Matteo (21,42) ribadirà: “Disse loro Gesù: “Non avete mai letto nelle Scritture: la pietra che gli edificatori hanno riprovata, essa è divenuta pietra angolare; ciò è stato fatto dal Signore ed è meraviglioso agli occhi nostri? Per questo vi dico: vi sarà tolto il Regno di Dio e sarà dato a una Nazione che gli faccia produrre i frutti. Colui che cadrà sopra questa Pietra, si sfracellerà; e quello sul quale essa cadrà, sarà stritolato.” Questa Pietra è la Chiesa che Gesù ha fondato, e che non verrà mai meno in eterno. Dio è il Signore della Storia. (Carlo)