mercoledì 2 febbraio 2011

SPIRITUALITA'

“Perché i demoni, che sono ladri astuti, cercano di prenderci alla sprovvista per derubarci e svaligiarci; spiano giorno e notte il momento favorevole; si aggirano continuamente intorno a noi, per divorarci e portarci via in un istante, per un peccato, tutto ciò che nel corso di molti anni, abbiamo potuto guadagnare di grazie e di meriti. La loro malizia, la loro esperienza, le loro furbizie e il loro numero, devono farci infinitamente temere una simile sventura, dato che, persone ricolme di grazie, molto ricche di virtù, mature per esperienza ed elevate in santità, sono state sorprese, derubate e tristemente saccheggiate. Ah! Quante volte si sono visti cedri del Libano e stelle del firmamento cadere miseramente e perdere in poco tempo tutta la loro altezza e il loro splendore ! Da che cosa deriva questo strano cambiamento ? Non è stata la mancanza di grazia, che non viene negata a nessuno, ma una mancanza di umiltà; essi si sono sentiti più forti e più sufficienti di quanto non fossero; si sono creduti capaci di custodire i loro tesori; si sono affidati e appoggiati su loro stessi; hanno ritenuto la propria casa abbastanza sicura e le loro casseforti sufficientemente robuste per custodire il prezioso tesoro della Grazia; ed è a causa di questo impercettibile contare su se stessi (sebbene sembrasse loro di contare unicamente sulla Grazia di Dio) che il Signore, sempre giusto, ha permesso che venissero derubati, abbandonandoli a se stessi.
Ahimé! Se avessero conosciuto la meravigliosa devozione che mostrerò in seguito, avrebbero affidato il loro tesoro a una Vergine potente e fedele, che lo avrebbe custodito loro, come un bene proprio, facendosene pure un dovere di giustizia. “
(S.Luigi Maria di Montfort: V.D. 88)

mercoledì 12 gennaio 2011

APOSTOLATO LEGIONARIO 10

Apostolato alla Stazione ferroviaria

Fermiamo due ragazze quindicenni, Rachele e Laura. Accettano il dialogo con disinvoltura e, pur ostentando gli atteggiamenti più negativi nei riguardi della Religione, ne parlano volentieri. A nostra volta, noi cerchiamo di metterle a loro agio, ascoltando con rispetto e simpatia.
Sono entrambe imbevute di idee femministe, vorrebbero mostrarsi convinte del buon diritto del divorzio e dell’aborto. L’enormità delle loro affermazioni, offre buon gioco per un contraddittorio pacato ma fermo; ci richiamiamo alla loro più profonda coscienza, al senso della loro dignità, mostriamo loro le conseguenze spaventose della negazione di Dio, cerchiamo di far rivivere in loro il ricordo, non così lontano, della loro prima Comunione, della loro fanciullezza serena –allora Dio non appariva come una realtà così estranea-; l’inquietudine di tanti giovani (non possono negarlo), pur fra tanta abbondanza di cose materiali, è proprio la conseguenza di aver voluto escludere Dio. Affermiamo molto chiaramente che chi vuole limitare i nostri interessi alle cose di quaggiù, ci inganna o si inganna, poiché noi abbiamo un’anima immortale che soltanto Dio può appagare.
Raccontiamo loro di S.Agostino e di alcune pagine così attuali delle sue “Confessioni”.
Ci ascoltano attentamente e, pur accennando a qualche obiezione, sembrano intimamente scosse. Le congediamo con espressioni di affetto e accogliamo con gioia le loro timide parole di ringraziamento. (Un Presidio di Roma)

giovedì 23 dicembre 2010

APOSTOLATO 9

Pellegrinaggio a Lourdes

Arrivo a Lourdes alle 10 del mattino. Sono frastornato dal viaggio e dalle tante conversazioni avute in treno, ma ho subito la sensazione, ed è la stessa di due anni fa, che si tratti di un luogo fuori del comune, di un luogo benedetto da Dio in modo speciale.
Qui la Madonna è di casa; è una nuova Nazareth che comunica continuamente a chi si mette in sintonia, quel senso profondo di mistero che penetra e oltrepassa questa vita, che è simbolo di un’altra esistenza, incommensurabilmente più grande e che l’amore di Dio ha preparato per noi.
L’uomo è un mistero immenso e qui, più che altrove, se ne ha la netta sensazione.
Quale spiegazione, quale giustificazione poter dare al di fuori di quella cristiana, delle terribili visioni che si hanno qui a Lourdes, assistendo ad una qualsiasi delle due processioni che si svolgono ogni giorno ?
L’espressione dei visi dice tutto e narra l’impegno della vita che non vuole fermarsi dinanzi a nessuna menomazione pretendendo di superare ogni ostacolo. C’è chi stringe i denti in uno sforzo disperato per sopravvivere e chi, invece, trascina la propria esistenza, attonito, di fronte alla propria condizione, sforzandosi di padroneggiarla, ma dalla quale si sente perennemente estraneo. Quanto è vero che Dio ci ha fatti per la vita! Come è vero che ci ha creati per amore, quell’amore che noi, con la nostra defezione, abbiamo sconvolto, trascinandovi la malattia e la morte. Ciò che accade oggi, non è spiegabile in modo diverso ed essere altrettanto soddisfacente.
E che dire poi della sofferenza che qui, più che altrove, balza prepotente di fronte agli occhi di tutti, dimostrando quanto illimitato sia il suo potere e la sua fantasia ? Se limitassimo la nostra attenzione a tanto spettacolo, senza superare il sensibile elevandoci spiritualmente, allora una fine, una fine qualsiasi, sarebbe l’unica soluzione possibile. Ma proprio questa disperazione, questa conclusione distruttiva è la suggestione demoniaca che vorrebbe fare di noi dei perdenti, dei rinunciatari, dei bestemmiatori ingrati, i quali rassegnano, indignati, la propria vita al loro Creatore.
Questa è la tremenda manovra dell’avversario perenne, questa la tragica illusione che afferra i lontani dalla Verità, i materialisti di tutti i tempi ! Quanto buio, per coloro che rifiutano la Luce !

Alcuni incontri:

Dopo la processione serale, all’uscita dal Santuario, sorprendo tre persone che discutono di fede.
Un anziano asserisce di credere poco e un altro, più giovane, sostiene che l’uomo è fatto male fin dal principio. Alla mia obiezione ribatte che, se l’uomo non fosse fatto male, non avrebbe peccato; l’Autore del male, in sostanza (Dio mi perdoni) è Colui che ci ha creati. Noi siamo innocenti e dovremmo essere protetti dalle conseguenze del peccato. Mi accorgo che è invischiato in una strana e blasfema teologia e mi affanno, in brevissimo tempo, a pronunciare le parole più incisive possibile, perché possano rimanere in loro. Capiscono di essere in difficoltà e vorrebbero sottrarsi alla conversazione. Li seguo finché mi è possibile, spiegando loro quanto la bontà di Dio abbia fatto per noi, per strapparci alle conseguenze della nostra tragica scelta originale, acconsentendo Lui Stesso a sopportare le terribili prove della Passione per redimere l’uomo ormai perduto e salvarlo dalla dannazione eterna, insegnandogli a vincere il male con il bene, le sofferenze con la sopportazione.
Non potendo continuare, ho donato loro la Medaglia Miracolosa, invitando il più retrivo a chiedere spesso alla Madonna la conoscenza della verità.

Due italiani, marito e moglie, credenti e praticanti, sono venuti a Lourdes per fede. Poi altri tre che fanno parte di un gruppo. Anche loro hanno fede. Domando loro un giudizio sulla sofferenza esposta a Lourdes e mi rispondono che è un grande esempio di fede; per tutti costoro ci sarà la grazia di continuare a portare la croce con rassegnazione. E per chi non crede? –chiedo io. Rispondono che chi non crede è costretto a pensare che vi sia un’altra vita oltre questa, perché la rassegnazione dei malati, non si accorda con la visione di un mondo infelice.

Un anziano signore di Padova, sospettoso e in crisi, parla con difficoltà della sua visione religiosa. Ha paura della mia indagine e crede che voglia convincerlo per forza. Cerco di essere diplomatico per non renderlo ancora più diffidente e parlo di me e della Legione. Vorrei aiutarlo a rivelare le sue difficoltà ma….il demonio, nei panni di una donna, me lo strappa letteralmente di mano!

Una coppia di Ventimiglia; lui, uomo robusto e infaticabile. All’età di 46 anni è stato colpito da una paralisi che lo ha messo fuori uso. Si è disperato per anni, prendendosela con tutti e specialmente col figlio, il quale ha preferito fuggire di casa, sposandosi presto. La moglie, disperata, ma piena di fiducia in Dio, lo ha convinto ad andare a Lourdes. Già da 4 anni viene qui, ricavandone un grande giovamento spirituale, tanto che ora si è fatto promotore, insieme alla moglie, di un rosario itinerante comune. Periodicamente si riuniscono anche nelle case, con altri volenterosi, per recitarlo insieme. Gli parlo della Legione di Maria, della possibilità di diventare Legionario, ma dice di essere abbastanza impegnato. Per ora non sembra disposto, però dichiara di essere felice per aver riacquistato la fede e l’affetto del figlio che credeva di aver perso per sempre. Anche la moglie lo conferma e dice che i suoi conoscenti non si capacitano nel vederlo così cambiato.
Carlo

martedì 7 dicembre 2010

SPIRITUALITA'

MARIA PARTECIPA LA SUA FEDE ALL’ANIMA FEDELE

“La Santa Vergine ti farà parte della Sua fede che, sulla terra è stata più grande della fede di tutti i Patriarchi, i Profeti, gli Apostoli e i Santi… Perciò più ti guadagnerai la benevolenza di questa augusta Principessa e Vergine fedele, più fede pura avrai in tutto il tuo agire; una fede pura che non ti farà preoccupare di cercare il sensibile e lo straordinario; una fede viva e animata dalla carità; una fede ferma e incrollabile come una roccia, che ti permetterà di rimanere saldo e perseverante in mezzo a bufere e tormente; una fede attiva ed efficace; una fede coraggiosa che ti farà intraprendere senza esitare e portare a termine, grandi cose per Dio e per la salvezza delle anime; infine una fede che sarà la tua fiaccola accesa, la tua vita divina, il tuo tesoro nascosto dalla Divina Sapienza, la tua arma che tutto può, di cui ti servirai per rischiarare quelli che sono nelle tenebre e nell’ombra della morte, per rendere ardenti coloro che sono tiepidi e hanno bisogno dell’oro bruciante della Carità, per dare la vita a coloro che sono morti a causa del peccato, per toccare e cambiare, con le tue parole dolci e forti, i cuori di pietra e i cedri del Libano; e infine, per resistere al demonio e a tutti i nemici della Salvezza.”
(San.L.M. da Montfort:”La vera devozione a Maria SS v.214)

APOSTOLATO 9

VISITA NELLE CASE

Andare, casa per casa, a due a due, come ci ha comandato il Signore, è un lavoro di apostolato scelto dalla Legione, per avvicinare tutti.
Moltissimi sono stati gli incontri, ed è molto significativo il fatto che, in tempi di aridità spirituale come i nostri, pochi rifiutino di parlare con noi. Di fatto, quasi tutti accolgono bene le visite e spesso raccontano della loro vita. (siamo nel 2004, n.d.r.).
Un incontro che non dimenticheremo mai : una giovane signora ci ha accolto come la risposta ad una sua preghiera; ci ha messo al corrente delle sue molte difficoltà morali e materiali. Da ciò è nata una nostra stretta collaborazione con il Parroco e le assistenti sociali. Abbiamo cercato insieme il modo per aiutare questo nostro “prossimo”. Per lungo tempo, ed anche più volte la settimana, è stato il nostro “lavoro più caro”. Il sentirsi appoggiata e capita, ha ridato fiducia a questa sorella in difficoltà; il Parroco le ha trovato un lavoro ed è riuscita a superare il brutto momento che stava attraversando.
Un altro fortunato incontro: una signora che non voleva parlare con noi, per timore del marito, ci ha ricevuti con riluttanza, ma alla fine abbiamo potuto parlare a lungo con lei. Lo Spirito Santo ci deve aver assistito in modo particolare perché, molto tempo dopo, la signora ci ha fatto sapere che da allora, la sua vita è cambiata ed ha voluto ringraziarci.
Spesso questo lavoro sembra avaro di risultati, ma siamo convinti che le parole che si lasciano cadere come piccoli semi nella terra, diano frutti inaspettati. Abbiamo l’assoluta certezza che il Signore è lì con noi; è Lui che visita la gente che Lo voglia ascoltare, e ci suggerisce quello che dobbiamo dire. Ecco come lavora lo Spirito Santo: in silenzio e per vie misteriose che a noi non è dato conoscere, ma che, a tratti, diventano chiare e luminosissime.
(Un Presidio di Ferrara)

mercoledì 1 dicembre 2010

TESTIMONIANZE

La Legione di Maria e il Seminario

Sento forte il bisogno di ringraziare il Signore per le meraviglie che ha operato nella mia vita. Egli infatti, che da sempre mi ha pensato, mi ha creato e sostenuto per realizzare in me il Suo progetto di amore. E sicuramente mi ha parlato anche attraverso la Legione di Maria, nella quale sono entrato a far parte a diciassette anni. In essa ho avuto l’opportunità di gustare e di vivere quattro dimensioni fondamentali della vita cristiana: la preghiera, la bellezza di appartenere alla Chiesa, l’apostolato e l’amore filiale per Maria.
La preghiera, respiro della vita cristiana, vissuta come base e spinta per l’apostolato, e l’apostolato come continuazione della preghiera. La riunione settimanale era il momento in cui tutti ci trovavamo, per vivere insieme la preghiera, per ascoltare e confrontarci sulla Parola di Dio, per comunicarci le esperienze del servizio e dell’apostolato settimanale. Anche la recita giornaliera della “Catena” era il mezzo per sentirci tutti uniti in Cristo.
Tutto questo ha continuato a far crescere in me il senso della Chiesa. L’appartenenza a un gruppo, non deve essere mai una chiusura alle altre realtà ecclesiali, ma anzi, un motivo in più per impegnarsi. Io ho fatto proprio questa esperienza. Tra le varie attività svolte, mi hanno particolarmente segnato le visite all’Ospizio. Il sorriso di quelle vecchiette, mi faceva rinascere ogni volta, ma anche i loro lamenti mi spingevano e mi incoraggiavano a ritornare, per portare loro un po’ di speranza, per portare loro Gesù.
Importante, è stata anche la spiritualità mariana che vive la Legio Mariae. Il vivere questo tipo di spiritualità, mi ha portato a vedere Maria nell’ottica giusta. Non un idolo a cui aggrapparsi, ma una Madre alla quale affidarsi, per arrivare a Gesù e per portare Gesù ai fratelli. Dunque, no devozionismo, ma abbandono fiducioso.
Ringrazio ancora il Signore per tutto questo e la Vergine Maria mi guidi e mi accompagni nel mio pellegrinaggio verso Dio. (Antonio Iannò seminarista di Reggio Calabria)

giovedì 18 novembre 2010

SPIRITUALITA'

I NOSTRI CARI DEFUNTI

“Davanti alla morte noi restiamo muti e ci lasciamo prendere dalla tristezza. Alla nostra memoria riaffiorano i volti di tutte le persone care che ci hanno lasciato. Tutti rechiamo ferite recenti o più antiche, portiamo nel cuore il ricordo di amici e di parenti che ora non sono più accanto a noi.
Fratelli e sorelle defunti, quanto vi dobbiamo! Ci portiamo nel cuore i vostri gesti più belli, le parole più affettuose e sagge che avete proferito. Sono il tesoro che avete affidato a noi, ancora pellegrini sul sentiero della vita. Eppure quante cose abbiamo già dimenticato, quanta parte della vostra esistenza sfugge alla nostra memoria, come uno splendido fiore di campo nascosto tra mille altri fiori. Nelle nostre vene scorre il vostro sangue, la nostra vita ha trovato origine nel vostro amore.
Siete le radici di questo albero che è la nostra vita. Talvolta il debito di riconoscenza e di affetto, sembra affievolirsi sotto il peso dei giorni, nel ritmo frenetico delle ore, come una fiamma tremula che sta per essere spenta dal vento. I vostri volti popolano i nostri album di famiglia e ci portano le immagini di un tempo passato. Ritroviamo i momenti più importanti della vostra vita: l’esuberanza della giovinezza, l’orgoglio e l’intraprendenza della maturità. A volte finiamo col perdere il profumo della vostra generosità, l’odore buono di pulito che veniva dai vostri sentimenti più nobili, la delicatezza del tratto, segno di affetto discreto.
Oggi, nel giorno che dedichiamo al vostro ricordo, noi accenderemo con tenerezza un lume per dirvi che non vi abbiamo dimenticato, deporremo un fiore per narrare delicatamente un legame che la morte non ha potuto recidere. Oggi pronunceremo una preghiera accorata che sgorga dal segreto del cuore e si rivolge direttamente a Dio con la fiducia dei figli. Noi imploreremo per voi la pace, chiederemo a Dio che vi accolga nella Sua casa, che sia il Dio-con-voi, che asciughi ogni lacrima dai vostri occhi e vi faccia sedere alla Sua mensa.
Oggi vi vogliamo dire ancora una volta grazie per il bene che ci avete fatto. Ravvivate in noi la speranza di riabbracciarvi tutti un giorno, quando anche noi saremo trasfigurati dall’Amore Misericordioso di Dio. Toglieteci, vi preghiamo, la paura angosciosa della morte, otteneteci la grazia di morire da cristiani, da figli di Dio e da fratelli vostri. Gesù è morto dicendo con fiducia:
“Padre, nelle Tue mani affido il Mio Spirito” Siano queste le nostre ultime parole e voi affidateci alle mani delicate di Dio.”
(Don Canio Calitri)